Houston, 31 gennaio 2026 – La NASA ha deciso di anticipare al 11 febbraio, alle ore 12 italiane, il lancio della missione Crew-12 verso la Stazione Spaziale Internazionale. La mossa arriva per assicurare che la ISS resti pienamente operativa dopo il rientro anticipato del precedente equipaggio. I quattro astronauti – Jessica Meir e Jack Hathaway della NASA, Sophie Adenot dell’Agenzia Spaziale Europea e Andrey Fedyaev di Roscosmos – hanno già iniziato la quarantena al Johnson Space Center di Houston, in Texas, in vista della partenza da Cape Canaveral, Florida.
Crew-12 parte prima: cosa è successo
Il cambio di programma arriva dopo che la Crew-11 ha dovuto lasciare la stazione prima del previsto per un problema medico che ha coinvolto uno dei suoi membri. Un imprevisto che ha lasciato la ISS con un equipaggio ridotto: a bordo ci sono solo tre astronauti, i cosmonauti russi Sergey Kud-Sverchkov (comandante) e Sergey Mikaev, insieme all’americano Chris Williams. “Abbiamo accelerato i preparativi per non fermare le attività scientifiche e operative”, ha spiegato un portavoce della NASA.
Il lancio, previsto inizialmente per il 15 febbraio, è stato anticipato di quattro giorni. Il decollo avverrà dal Kennedy Space Center su un razzo Falcon 9 di SpaceX. L’equipaggio arriverà in Florida il 6 febbraio, lo stesso giorno in cui partirà la missione Artemis II verso l’orbita lunare. Un segnale chiaro: il calendario delle missioni spaziali americane si fa sempre più fitto.
Quarantena stretta e ultimi controlli
Dal 28 gennaio, i quattro astronauti sono in una quarantena molto rigida. Una prassi ormai consolidata, ma che resta fondamentale: serve a evitare che malattie comuni possano mettere a rischio l’intera missione. In questi giorni, i contatti sono limitati a pochi familiari e a personale tecnico selezionato, tutti sottoposti a controlli medici. “La sicurezza dell’equipaggio viene prima di tutto”, ha detto Sophie Adenot in una breve dichiarazione diffusa dall’ESA.
Prima dell’isolamento, il team ha svolto lunghe prove: vestiti con le tute spaziali, hanno controllato la tenuta dei materiali e si sono fatti strada tra gli interni della navetta Dragon di SpaceX. Hanno testato le comunicazioni e ascoltato i rumori delle ventole e delle apparecchiature di bordo. Dettagli che possono sembrare piccoli, ma che sono essenziali durante un lungo viaggio nello spazio.
Un equipaggio internazionale per una missione di nove mesi
A bordo della Crew-12 ci saranno due astronauti americani – Jessica Meir (comandante) e Jack Hathaway – il cosmonauta russo Andrey Fedyaev e la francese Sophie Adenot, alla sua prima missione nello spazio. Per Adenot sarà anche l’occasione di guidare la missione europea “Epsilon”, parte del programma congiunto ESA-NASA.
Il gruppo resterà sulla ISS per circa nove mesi, lavorando insieme a Williams, Kud-Sverchkov e Mikaev. Tra gli obiettivi principali ci sono esperimenti scientifici in microgravità, manutenzione dei moduli abitativi e attività extraveicolari programmate per la primavera.
Lancio fissato, ma con margine di sicurezza
Il decollo è previsto per le 12:00 italiane dell’11 febbraio. Se il meteo dovesse peggiorare o si presentassero problemi tecnici, sono già pronte altre due finestre: il 12 febbraio alle 11:38 e il 13 febbraio alle 11:15. La flessibilità resta una delle chiavi del successo nelle missioni spaziali, come ricordano spesso gli ingegneri NASA.
A Cape Canaveral l’attesa cresce. “Siamo pronti ad accogliere l’equipaggio”, ha detto un tecnico della base durante una pausa caffè. Ma fino all’ultimo controllo pre-lancio, ogni dettaglio sarà rivisto più volte.
La ISS: tra routine e imprevisti
La Stazione Spaziale Internazionale continua a essere un laboratorio unico per la ricerca scientifica a livello globale. Ma è anche una sfida quotidiana dal punto di vista logistico: ogni cambio equipaggio richiede un lavoro di squadra serrato tra agenzie spaziali, tecnici e medici. Solo quando tutto fila liscio si può davvero guardare avanti, verso il futuro dell’esplorazione umana nello spazio.
