Taranto, 31 gennaio 2026 – Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy ha affidato ai Commissari straordinari di Ilva e Adi il compito di avviare la trattativa per la vendita del complesso siderurgico di Taranto al Flacks Group. L’obiettivo è quello di costruire possibili alleanze industriali, rispettando le norme sulle consultazioni sindacali. La notizia, diffusa oggi con una nota ufficiale, segna un nuovo capitolo nella lunga storia dell’acciaieria pugliese.
Ilva in vendita: il ruolo chiave dei Commissari
La decisione del Ministero, guidato da Adolfo Urso, arriva dopo settimane di incontri e trattative riservate. I Commissari straordinari, chiamati a gestire la crisi dell’ex Ilva, dovranno portare avanti la negoziazione con il gruppo statunitense Flacks, che da tempo ha mostrato interesse per lo stabilimento. Tutto si svolgerà secondo l’articolo 47 della legge 428/1990, che regola le consultazioni sindacali in caso di passaggio d’azienda.
Fonti vicine alla trattativa sottolineano che l’obiettivo principale è mantenere attiva la produzione e salvaguardare i posti di lavoro, coinvolgendo anche eventuali partner italiani o europei. “Stiamo lavorando per proteggere i lavoratori e garantire un futuro all’impianto”, ha detto un funzionario del Ministero, preferendo restare anonimo.
Flacks Group in prima fila
Il Flacks Group, con sede a Miami e interessi nel settore industriale, è il candidato più accreditato per l’acquisto dell’Ilva. Nelle ultime settimane i suoi rappresentanti hanno visitato lo stabilimento di Taranto e incontrato i dirigenti. “Siamo pronti a investire per rilanciare la produzione e rispettare l’ambiente”, aveva detto a dicembre il CEO, Michael Flacks, durante un incontro informale con i sindacati.
Non mancano, però, le difficoltà. Restano da risolvere i nodi sugli investimenti necessari per modernizzare gli impianti e bonificare l’area. Il Ministero stima che serviranno almeno 1,2 miliardi di euro per mettere in sicurezza la produzione e rispettare le norme europee sulle emissioni.
Sindacati in allerta: “Vogliamo certezze”
I sindacati hanno accolto con prudenza l’avvio della trattativa. “Chiediamo chiarezza sui piani industriali e garanzie per i lavoratori”, ha detto Francesco Rizzo della Fiom Cgil di Taranto. La preoccupazione più grande riguarda i posti di lavoro: oggi lo stabilimento dà lavoro a circa 8.200 persone, senza contare l’indotto.
Nei prossimi giorni sono previsti incontri tra i Commissari e le sigle sindacali, come previsto dalla legge. “Vogliamo essere coinvolti in ogni fase della trattativa”, ha ribadito Rizzo, sottolineando anche l’importanza di un confronto aperto sulle questioni ambientali.
Quali saranno i prossimi passi?
La partita resta aperta su più fronti. Il Ministero punta a chiudere l’accordo entro la primavera, per evitare ulteriori incertezze sulla gestione dell’impianto. Resta però da vedere se altri soggetti industriali si faranno avanti o se il Flacks Group sarà l’unico acquirente.
A Taranto, intanto, l’attesa è palpabile. Nei bar del quartiere Tamburi – a pochi passi dalle famose ciminiere – la notizia viene commentata con prudenza. “Ne abbiamo viste tante, speriamo che questa sia la volta buona”, confida un operaio durante la pausa pranzo. Solo le prossime settimane diranno se davvero si sta aprendo una nuova fase per la più grande acciaieria d’Europa.
