Milano, 31 gennaio 2026 – Questa mattina, nella sede della Procura della Repubblica di Milano, è stato firmato un nuovo protocollo per contrastare il lavoro nero e il caporalato. L’intesa, siglata tra INPS e Procura, punta a rafforzare la collaborazione tra le istituzioni nella lotta alle irregolarità contributive, previdenziali e assistenziali. Un passo importante, che secondo chi l’ha promosso apre la strada a un impegno concreto per difendere i lavoratori e la legalità.
Legalità e rispetto del lavoro, un patto per il futuro
“Difendere il lavoro regolare significa difendere la dignità del nostro Paese”, ha detto il presidente dell’INPS, Gabriele Fava, durante la cerimonia alla presenza dei vertici della magistratura milanese. La firma del protocollo, ha spiegato Fava, è “l’avvio di una collaborazione concreta per proteggere i contribuenti, soprattutto quelli più fragili, dal lavoro nero e dal caporalato”. Un messaggio forte, rivolto a magistrati, funzionari e forze dell’ordine riuniti per l’occasione.
Il testo prevede azioni comuni di prevenzione e controllo contro le irregolarità, con un occhio particolare allo sfruttamento e alle forme di intermediazione illegale. “La nostra sfida è combattere il lavoro nero, ma anche sostenere chi vuole fare impresa in modo corretto”, ha sottolineato Fava, ricordando l’importanza di aiutare le aziende che rispettano le regole e offrono condizioni di lavoro trasparenti.
Indagini più efficaci grazie allo scambio di informazioni
L’accordo introduce nuovi strumenti per rafforzare le indagini su reati legati al lavoro. Sarà potenziato lo scambio di informazioni tra Procura, INPS e gli altri enti coinvolti, per individuare subito le situazioni a rischio e intervenire insieme. “Un lavoro di squadra che porterà risultati in tempi giusti, senza dimenticare i cittadini”, ha aggiunto Fava.
Nel corso dell’incontro è emersa anche la volontà di organizzare corsi di formazione congiunti per il personale e di mettere a punto procedure condivise per affrontare i casi più complessi. “Questo protocollo è un tassello in più per la legalità”, ha concluso il presidente dell’INPS, lasciando intendere che l’accordo non resterà sulla carta, ma diventerà azione concreta.
Lavoro nero e caporalato: i numeri che allarmano
Il tema del lavoro nero resta al centro del dibattito. Secondo gli ultimi dati dell’INPS, nel 2025 in Lombardia sono stati scoperti oltre 12.000 casi di irregolarità contributiva, con un aumento del 7% rispetto all’anno prima. Il caporalato, invece, si concentra soprattutto in agricoltura, edilizia e logistica.
Negli ultimi mesi, la Procura di Milano ha aperto diverse inchieste su sfruttamento e intermediazione illecita. “La collaborazione con l’INPS ci darà maggior forza d’azione”, ha spiegato un magistrato presente, sottolineando quanto sia fondamentale lo scambio di dati per ricostruire le reti dello sfruttamento.
Sostenere le imprese corrette e proteggere i cittadini
Al centro dell’accordo c’è anche l’idea di aiutare chi rispetta le regole. “Con questa firma, che metteremo presto in pratica, vogliamo lavorare meglio e di più per tutti i cittadini, per la legalità e per rapporti di lavoro chiari e giusti”, ha concluso Fava. Un impegno che guarda tanto alla repressione delle irregolarità quanto a diffondere una cultura della legalità tra imprese e lavoratori.
La giornata si è chiusa con un confronto pratico tra i rappresentanti delle istituzioni. Sul tavolo, le prime mosse: controlli mirati nei settori più esposti, campagne informative per i lavoratori stranieri, potenziamento dei canali di segnalazione anonima. Il protocollo firmato oggi, hanno spiegato, è solo il primo passo di un percorso più ampio. Un cammino che punta a restituire dignità al lavoro e garantire condizioni più giuste per tutti.
