Milano, 31 gennaio 2026 – Lo spread tra Btp italiani e Bund tedeschi a 10 anni ha chiuso la giornata praticamente invariato, a 61,2 punti base, appena sopra i 61 punti dell’apertura. Una variazione minima che però tiene alta l’attenzione di chi segue i mercati, soprattutto in un periodo segnato da incertezze internazionali e aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali.
Spread Btp-Bund: numeri fermi e mercato in pausa
Il differenziale tra i titoli di Stato italiani e quelli tedeschi, lo spread, resta uno dei termometri più seguiti per misurare il rischio paese. Oggi a Piazza Affari non si sono viste grandi novità: lo spread ha chiuso a 61,2 punti base, poco più dei 61 di apertura. Un movimento quasi impercettibile, che racconta di una giornata di calma relativa sui mercati obbligazionari europei. Il rendimento del Btp decennale si è mantenuto stabile al 3,45%, seguendo la tendenza degli ultimi giorni.
“Il mercato ha già digerito le principali notizie macroeconomiche della settimana”, spiega un trader di una banca d’affari milanese. “Non ci sono stati scossoni né dall’Italia né dalla Germania”, aggiunge.
Europa in attesa, investitori cauti
La stabilità dello spread arriva in un momento in cui l’Europa guarda con attenzione alle prossime decisioni della Banca Centrale Europea. Christine Lagarde, presidente della BCE, ha ribadito ieri l’impegno a “tenere la rotta nella lotta all’inflazione”, lasciando intendere che i tassi resteranno probabilmente fermi ancora per un po’. Questo ha contribuito a smorzare le aspettative di movimenti veloci sui mercati dei titoli di Stato.
A Francoforte, il rendimento del Bund decennale si è mosso poco sopra il 2,8%, secondo i dati delle 17:30. Gli investitori, raccontano fonti di mercato, preferiscono giocare d’anticipo e mantenere un profilo prudente in attesa dei dati sull’inflazione dell’Eurozona in arrivo domani.
Il debito italiano tiene, ma si resta guardingo
Per gli analisti, il livello attuale dello spread è ancora “gestibile” per il debito pubblico italiano. Una nota di Mediobanca Securities diffusa nel pomeriggio spiega che “un differenziale sotto i 70 punti base permette al Tesoro di programmare le emissioni senza pressioni eccessive sui costi”. Il rendimento del Btp decennale al 3,45% resta più alto rispetto ai livelli pre-pandemia, ma lontano dai picchi del 2022.
Dal Ministero dell’Economia non sono arrivate dichiarazioni ufficiali oggi. Fonti vicine al Tesoro però confermano che “la situazione è sotto controllo” e sottolineano come la domanda per i titoli italiani sia rimasta “solida” anche nelle ultime aste.
Attenzione ai rischi, la calma potrebbe essere fragile
Gli esperti mettono in guardia: “Il quadro è ancora delicato”, commenta un gestore di fondi obbligazionari a Londra. “Basta poco per far ripartire la volatilità: una sorpresa negativa sui dati economici o tensioni geopolitiche possono far schizzare lo spread”. Negli ultimi tempi, il differenziale ha mostrato segnali di nervosismo in corrispondenza delle tensioni in Medio Oriente e delle preoccupazioni sulla crescita globale.
Per ora però tutto sembra sotto controllo. Gli occhi sono già puntati sulle prossime aste del Tesoro di febbraio e sulle indicazioni che arriveranno dal prossimo consiglio della BCE. Solo allora si capirà se la quiete di oggi è una pausa duratura o il preludio a nuove turbolenze.
In chiusura: calma apparente, ma serve prudenza
La giornata si chiude con uno spread Btp-Bund stabile e rendimenti fermi. Un segnale che per il momento tranquillizza governo e mercati. Ma la prudenza è d’obbligo: come ricordano i veterani della finanza, “nei mercati obbligazionari la calma può ingannare”. E domani sarà un altro giorno.
