Modena, 31 gennaio 2026 – Il corpo ritrovato il 1° gennaio nella torre abbandonata sull’Appennino modenese è di Daniela Ruggi. A pochi chilometri da casa sua, a Vitriola di Montefiorino, la trentaduenne scomparsa il 19 settembre 2024. La conferma è arrivata nelle ultime ore dagli esami del Dna fatti a Milano, che hanno confrontato i resti con i campioni della donna e della madre. Si chiude così, nel modo più tragico, una vicenda che ha tenuto con il fiato sospeso un’intera comunità.
Il macabro ritrovamento nella vecchia torre
È stato un colpo d’occhio insolito a mettere sulla strada giusta due escursionisti la mattina del primo gennaio. Dentro una vecchia torre di pietra, vicino alla località La Capanna, hanno trovato un teschio, una ciocca di capelli e un reggiseno appoggiati su una trave, in un locale freddo e pieno di polvere. I carabinieri hanno subito sequestrato i resti e li hanno portati a Milano, dove l’anatomopatologa Cristina Cattaneo ha condotto le analisi. Dopo settimane di attesa, il Dna ha tolto ogni dubbio: quei resti sono di Daniela Ruggi.
La notizia è stata data ai familiari nella caserma dei carabinieri di Montefiorino. Il sindaco Maurizio Paladini, che aveva denunciato la scomparsa a fine settembre, ha parlato di “un dolore che colpisce tutta la comunità”. La madre di Daniela, sempre presente durante le ricerche, ha preferito non commentare.
Omicidio in cima alle ipotesi
Gli inquirenti della procura di Modena mantengono il massimo riserbo sulle cause della morte. L’ipotesi di un omicidio resta quella più accreditata, anche se non si escludono altre possibilità. Nei mesi scorsi, i carabinieri avevano già perlustrato la zona, il 26 e il 30 settembre, senza trovare nulla di utile. Solo il ritrovamento casuale ha riaperto il caso.
Daniela viveva da sola in una casa isolata ed era seguita dai servizi sociali. L’ultima immagine certa è quella del 18 settembre, ripresa dalle telecamere del pronto soccorso di Sassuolo. La giovane era stata dimessa dopo un malore, un’infezione giudicata non grave. Da quel momento, nessuno l’ha più vista.
La madre ha sempre escluso problemi psicologici: “Non ha mai avuto problemi mentali. Era una ragazza solare, che faceva la sua vita come voleva”, aveva detto ai giornalisti durante le ricerche.
Domenico Lanza, l’uomo al centro delle indagini
A dicembre 2024, c’è stata una svolta: Domenico Lanza, detto “lo sceriffo”, è stato indagato per sequestro di persona. Secondo gli investigatori, sarebbe stato tra gli ultimi a vedere Daniela viva e, in tv, aveva mostrato alcuni suoi indumenti intimi. Nei giorni scorsi, la procura ha disposto il dissequestro della sua casa, dell’auto e del cellulare.
“Quando sono entrato in casa ho provato una forte emozione. Sono passati quattordici mesi da quando me ne sono andato. La mia abitazione è sottosopra, con armadi e cassetti aperti, e danneggiata. Non è più vivibile così, ho bisogno di aiuto”, ha raccontato Lanza tornando nella sua abitazione. In passato era stato arrestato per detenzione irregolare di armi, ma continua a proclamarsi innocente riguardo alla scomparsa di Daniela.
Famiglia e piste ancora aperte
Le indagini hanno fatto emergere anche un quadro familiare complicato. Ad aprile scorso, il fratello di Daniela, Alberto Ruggi, è stato indagato per maltrattamenti in famiglia dopo una perquisizione nella sua casa a Prignano sulla Secchia. Era stato lui stesso denunciato da Daniela per un’aggressione seguita a un litigio. Al momento, però, gli investigatori non hanno trovato legami diretti tra questi fatti e la scomparsa.
Resta da capire come Daniela sia arrivata alla torre dove sono stati trovati i suoi resti e cosa sia successo nelle ore dopo l’uscita dall’ospedale. Gli inquirenti stanno passando al setaccio ogni dettaglio. Nessuna pista è esclusa. Montefiorino aspetta risposte chiare. La famiglia Ruggi si prepara a dire addio a Daniela.
