Scopri chi è Paolo Angelini, il nuovo direttore generale di Bankitalia

Scopri chi è Paolo Angelini, il nuovo direttore generale di Bankitalia

Scopri chi è Paolo Angelini, il nuovo direttore generale di Bankitalia

Giada Liguori

Gennaio 31, 2026

Roma, 31 gennaio 2026 – Luigi Federico Signorini, direttore generale della Banca d’Italia, lascerà l’incarico il prossimo 31 marzo, con quasi due anni di anticipo rispetto alla scadenza naturale del mandato, prevista per il 2027. La scelta, maturata dopo aver compiuto 70 anni lo scorso ottobre, chiude una lunga carriera ai vertici dell’istituto centrale, attraversata da crisi bancarie e tensioni sul fronte finanziario. Il Consiglio superiore, su indicazione del Governatore, ha già scelto il successore: sarà Paolo Angelini, attuale vice direttore generale.

Cambio al vertice: Signorini lascia, arriva Angelini

La notizia dell’uscita anticipata di Signorini è stata comunicata questa mattina a Palazzo Koch, durante una riunione interna. “Dopo tredici anni nel direttorio, sento il bisogno di dedicare più tempo alla mia vita privata e ai miei interessi culturali”, avrebbe detto Signorini ad alcuni collaboratori, secondo fonti interne. Il suo mandato era iniziato nel 2011, in un momento difficile per il sistema bancario italiano, segnato dalla crisi del debito sovrano europeo. In tutti questi anni ha seguito dossier complessi, dalla vigilanza sulle banche in crisi alle riforme regolamentari europee, guadagnandosi il rispetto di colleghi e operatori del settore.

Paolo Angelini: un tecnico esperto per garantire la continuità

Il nuovo direttore generale, Paolo Angelini, è nato a Siena nel 1958. Sposato e con un figlio, lavora in Banca d’Italia dal 1990. Fa parte del direttorio e ricopre il ruolo di vice direttore generale dal 2021. La sua formazione è internazionale: laurea con lode in Economia all’Università di Siena nel 1986, studi negli Stati Uniti grazie a una borsa Fulbright alla Kansas University e poi alla Brown University, dove ha ottenuto master e Ph.D. in Economia.

Nel corso della sua carriera ha ricoperto incarichi chiave nel settore monetario e finanziario. Tra il 1998 e il 2003 ha diretto l’Ufficio Analisi Monetaria; dal 2011 al 2013 ha lavorato alla creazione della Segreteria Tecnica per l’Eurosistema e la Stabilità Finanziaria, che nel 2014 è diventata il Servizio Stabilità Finanziaria. “La sua esperienza tecnica garantirà continuità in una fase delicata per il sistema bancario italiano”, commenta un dirigente della Banca d’Italia, che preferisce restare anonimo.

Un percorso fatto di vigilanza e stabilità

Tra il 2012 e il 2019, Angelini è stato membro del comitato tecnico consultivo presso il Comitato Europeo per il Rischio Sistemico e del Comitato per la Stabilità finanziaria della Banca Centrale Europea dal 2015 al 2019. Dal gennaio 2014 al giugno 2019 ha ricoperto il ruolo di vice capo del Dipartimento Vigilanza bancaria e finanziaria; poi, da luglio 2019 ad aprile 2021, è stato capo dello stesso dipartimento.

Il suo nome circolava da tempo come possibile successore di Signorini. “Angelini conosce a fondo i meccanismi della vigilanza bancaria europea e le dinamiche dei mercati finanziari”, ricorda un ex collega del servizio studi. La sua nomina è stata decisa dal Consiglio superiore su proposta del Governatore Fabio Panetta, che ha espresso “piena fiducia nella capacità di Angelini di guidare la struttura in questo momento”.

Le sfide davanti: vigilanza, regolamentazione e innovazione

L’arrivo di Angelini alla guida della direzione generale arriva in un momento cruciale per la Banca d’Italia. L’istituto dovrà affrontare nuove sfide, dalla digitalizzazione dei servizi bancari alle pressioni delle norme europee, fino alla necessità di rafforzare la vigilanza su intermediari finanziari sempre più complessi. Nei corridoi di via Nazionale c’è attesa ma anche fiducia. “Siamo convinti che saprà trovare l’equilibrio giusto tra innovazione e stabilità”, dice un funzionario storico dell’istituto.

Per Signorini si apre ora una nuova fase, lontano dai riflettori istituzionali. “Mi dedicherò ai miei interessi culturali e personali”, avrebbe detto ad alcuni amici. Un addio che chiude un’epoca, ma allo stesso tempo apre una nuova stagione per la governance della Banca d’Italia.