Seoul, 1 febbraio 2026 – Un team di ricercatori coreani ha scoperto nei topi un meccanismo molecolare che blocca la trasformazione delle cellule in cellule adipose, aprendo così nuove strade nella lotta contro obesità e diabete di tipo 2. La ricerca, pubblicata su Science Advances, è stata condotta dall’Istituto avanzato di scienza e tecnologia della Corea (Kaist) sotto la guida di Ju-Gyeong Kang e Dae-Sik Lim. Al centro della scoperta ci sono due proteine, Yap e Taz, che funzionano come veri e propri “interruttori” epigenetici.
Yap e Taz, le proteine che fermano la formazione del grasso
Gli autori spiegano che le proteine Yap e Taz riescono a spegnere i geni che spingono alla produzione di tessuto adiposo. In sostanza, impediscono alle cellule di trasformarsi in adipociti, cioè quelle che accumulano grasso. “Nei topi, abbiamo visto che attivare Yap e Taz non solo blocca la nascita di nuove cellule adipose, ma può anche far regredire quelle già formate”, racconta Dae-Sik Lim.
Questo meccanismo fa parte della cosiddetta via Hippo, una rete di segnali che regola la crescita degli organi e decide se le cellule devono dividersi, morire o specializzarsi. Normalmente, la via Hippo tiene a freno l’attività di Yap e Taz. Ma quando questo freno viene tolto – come fatto nei topi da laboratorio – le due proteine diventano iperattive e ignorano i segnali che portano alla formazione del grasso.
La proteina Ppar-y, il regista della formazione del grasso
La ricerca è partita da una proteina già conosciuta dagli esperti di metabolismo: la Ppar-y. Questa è una specie di regista che guida la formazione delle cellule adipose. “La Ppar-y attiva una serie di geni che spingono le cellule a diventare adipociti e a restare tali”, spiega Ju-Gyeong Kang. Nei topi in cui questa proteina non funziona, anche una dieta ricca di grassi non porta alla formazione di tessuto adiposo.
La novità dello studio è però la possibilità di intervenire prima, a un livello epigenetico, cioè modificando l’espressione dei geni senza toccare il DNA. Qui entrano in gioco Yap e Taz, che riescono a bloccare l’attività della Ppar-y e quindi a fermare la produzione di grasso.
Nuove speranze per terapie contro obesità e diabete
I ricercatori del Kaist dicono che capire questo meccanismo potrebbe aprire la strada a terapie nuove per ridurre l’accumulo di grasso nelle malattie metaboliche. Però, come sottolineano gli stessi autori, servono ancora molti studi per capire se lo stesso “interruttore” esiste nell’uomo e se si può attivare in modo sicuro.
“Questi risultati sono incoraggianti, ma bisogna andare piano”, ammette Lim. “Non sappiamo ancora se il meccanismo funziona anche nelle cellule umane e quali effetti collaterali potrebbe avere”. Per ora, la ricerca si è concentrata solo sui modelli animali.
Un passo avanti nella battaglia contro l’obesità
L’obesità resta una delle sfide più grandi per la ricerca medica: secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2024 oltre un miliardo di persone nel mondo era in sovrappeso o obesa. Le malattie metaboliche legate – dal diabete ai problemi cardiovascolari – sono tra i maggiori problemi di salute a livello globale.
La scoperta di Yap e Taz offre una nuova chiave per capire come si forma il grasso nel corpo. Solo il tempo e nuovi studi ci diranno se questa strada porterà a cure efficaci. Per ora, come spesso succede in laboratorio, la speranza cammina a fianco della prudenza.
