Matera, 2 febbraio 2026 – Mel Gibson è tornato a Matera per girare “The Resurrection of the Christ – Trotc”, un film che, secondo il sindaco Antonio Nicoletti, non è frutto del caso, ma una scelta “precisa e sentita” del regista australiano. La decisione di ambientare ancora una volta una storia a sfondo religioso nella città dei Sassi, ha spiegato Nicoletti al termine della conferenza stampa dedicata al film, “mantiene vivo il legame tra la produzione internazionale e il nostro territorio”. Un riconoscimento importante, che – nelle parole del primo cittadino – “riporta da noi grandi produzioni straniere, capaci di portare benefici concreti e nuove opportunità per i cittadini”.
Matera torna al centro del cinema di Mel Gibson
Che Matera fosse la location scelta non sorprende. Nel 2004, con “La Passione di Cristo”, Gibson aveva già utilizzato i suoi paesaggi rupestri come sfondo. Ora, con “The Resurrection of the Christ”, quel legame si rinnova. Ieri mattina, nella sala consiliare del municipio, si è svolta la conferenza con istituzioni e tecnici della produzione. Sul tavolo, tutte le questioni pratiche: permessi, sicurezza, gestione dei flussi e impatto sulle attività locali.
Il Comune ha annunciato che le riprese si terranno tra febbraio e aprile 2026, con set allestiti esclusivamente nel Parco della Murgia Materana. Un luogo già noto per la sua bellezza e per quel fascino senza tempo che regala a ogni inquadratura. “Abbiamo lavorato per far sì che la produzione si inserisca nel territorio senza stravolgerlo”, ha commentato un funzionario comunale presente all’incontro.
Un boost per l’economia e il lavoro in città
Nei mesi di lavorazione, Matera ospiterà circa 500 persone tra produzione e staff tecnico-artistico. Un numero che, secondo il Comune, porterà un impatto significativo sull’economia locale. Alberghi, ristoranti, trasporti e fornitori saranno coinvolti direttamente. “È una vera occasione per molte attività del territorio”, ha ricordato Nicoletti, sottolineando come in passato grandi produzioni abbiano lasciato “segni concreti” in termini di ricadute economiche e visibilità.
Non solo turismo. Anche il lavoro in città potrà beneficiare dell’arrivo della troupe. Diverse figure professionali saranno selezionate tra i residenti, dai tecnici agli assistenti di produzione. “Stiamo collaborando con le associazioni di categoria per coinvolgere le maestranze locali”, ha spiegato un rappresentante della produzione durante la conferenza.
Il Parco della Murgia Materana, set esclusivo e prezioso
Le riprese si concentreranno nel Parco della Murgia Materana, una scelta dettata sia da esigenze artistiche sia dalla volontà di proteggere il centro storico. L’area, con le sue gravine e chiese rupestri, offre scenari naturali perfetti per il racconto cinematografico. “Abbiamo valutato altre location, ma la Murgia è davvero unica”, ha confidato uno dei location manager.
La produzione ha garantito che prenderà tutte le precauzioni per limitare l’impatto sull’ambiente. Controlli rigorosi su mezzi e persone e una stretta collaborazione con gli enti preposti alla tutela del parco. “La salvaguardia del patrimonio naturale è una priorità per tutti”, ha ribadito il sindaco Nicoletti.
Un ritorno che rafforza il rapporto tra cinema e città
Il ritorno di una grande produzione internazionale è accolto con entusiasmo anche dagli operatori culturali locali. “Questi progetti aiutano a rafforzare l’identità della città come luogo dove si incontrano arte, storia e innovazione”, ha detto una guida turistica incontrata vicino ai Sassi nel pomeriggio.
Per Matera, già Capitale europea della cultura nel 2019, è un’altra occasione per confermare la sua vocazione internazionale. Solo col tempo si potranno misurare davvero gli effetti di questa iniziativa. Intanto, tra i vicoli del centro storico e le terrazze che guardano la Murgia, l’attesa cresce: Matera si prepara a tornare sotto i riflettori del cinema mondiale.
