Torino, 2 febbraio 2026 – Alessandro Calista, l’agente del reparto mobile di Padova ferito ieri durante il corteo pro Askatasuna a Torino, è stato dimesso questa mattina dall’ospedale delle Molinette. Trentadue anni, è stato colpito con calci e martellate da un gruppo di manifestanti incappucciati mentre partecipava alla manifestazione in solidarietà al centro sociale sgomberato. La prognosi parla di venti giorni. Insieme a lui ha lasciato l’ospedale anche il collega Lorenzo Virgulti, 28 anni, di Ascoli Piceno, intervenuto per soccorrerlo nei momenti più concitati.
Fermato un 22enne: la Digos accelera sulle indagini
Poche ore dopo l’aggressione, la Digos della questura di Torino ha arrestato un ragazzo di 22 anni, residente in provincia di Grosseto. Secondo la polizia, è accusato di lesioni a pubblico ufficiale durante il servizio di ordine pubblico. L’attacco è avvenuto intorno alle 17 in via Po, quando un gruppo di manifestanti vestiti di nero ha circondato Calista, isolandolo dal resto degli agenti. In quei minuti si respirava una tensione fortissima: urla, oggetti lanciati, il rumore secco dei manganelli contro le transenne.
Altri fermi e denunce: sequestrati sassi e chiavi inglesi
Non c’è solo il 22enne. La polizia ha fermato in flagranza anche un 31enne e un 35enne, accusati di resistenza e violenza a pubblico ufficiale. Altre ventiquattro persone sono state denunciate per reati che vanno dalla resistenza al porto di armi improprie fino al travisamento. Tra gli oggetti sequestrati ci sono sassi, chiavi inglesi e coltelli, trovati tra cassonetti e aiuole lungo il percorso del corteo. “Abbiamo recuperato anche martelli e caschi da cantiere”, ha detto un funzionario della Digos, sottolineando come alcuni gruppi fossero “ben organizzati”.
La testimonianza di Calista: “Ero solo, mi hanno preso a calci”
“Mi sono ritrovato da solo in mezzo agli incappucciati, non so quanti fossero ma erano molti. Sono caduto, ho perso il casco mentre mi colpivano a calci”, ha raccontato Calista dal pronto soccorso. Secondo gli investigatori, una decina di persone lo ha circondato, colpito con calci, pugni e almeno tre martellate alla schiena. L’agente ha riportato contusioni multiple e una ferita alla coscia sinistra. Solo il pronto intervento del collega Virgulti – tornato indietro con lo scudo – ha evitato guai peggiori. “Ho visto che era in difficoltà e sono corso a proteggerlo”, ha spiegato Virgulti ai suoi superiori.
Solidarietà dalle istituzioni: visite e messaggi di supporto
Subito dopo l’aggressione, Calista ha ricevuto la visita di una delegazione del Partito Democratico all’ospedale Le Molinette. Sono arrivate anche telefonate di solidarietà dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e dal capo della polizia Vittorio Pisani. “Siamo vicini agli agenti feriti e alle loro famiglie”, ha detto Piantedosi in una nota diffusa in serata. Intanto, le indagini vanno avanti: la Digos sta passando al setaccio i filmati delle telecamere di sorveglianza e le immagini raccolte dalla scientifica.
Schlein chiama Meloni: “Le forze dell’ordine non sono una questione di parte”
Sul fronte politico, la segretaria del Pd Elly Schlein ha annunciato di aver chiamato la presidente del Consiglio Giorgia Meloni. “Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte”, ha detto Schlein, aggiungendo: “Ci preoccupano le strumentalizzazioni di queste ore. Ho chiamato la presidente perché in momenti come questo le istituzioni devono unire, non dividere”. Un appello che hanno fatto proprio anche altri esponenti politici, invitando a mantenere toni sobri nel dibattito pubblico.
Clima teso a Torino: occhi puntati sui prossimi giorni
A Torino l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta dopo gli scontri di ieri. In città si respira un’atmosfera tesa: nelle chat dei collettivi circolano messaggi che annunciano nuove iniziative nei prossimi giorni. Nel frattempo, gli agenti dimessi sono tornati nelle loro sedi – Padova e Ascoli Piceno – mentre gli investigatori continuano a ricostruire ogni dettaglio dell’aggressione. “Non ci fermeremo finché non saranno individuati tutti i responsabili”, ha assicurato un dirigente della questura.
