Btp sindacato: un successo straordinario con ordini che superano i 157 miliardi

Btp sindacato: un successo straordinario con ordini che superano i 157 miliardi

Btp sindacato: un successo straordinario con ordini che superano i 157 miliardi

Giada Liguori

Febbraio 3, 2026

Roma, 3 febbraio 2026 – Il nuovo Btp sindacato a 15 anni ha fatto il botto al collocamento: gli ordini hanno superato ogni aspettativa, toccando quota 157 miliardi di euro, a fronte di un’offerta fissata a 14 miliardi. L’operazione, andata in scena stamattina, è stata definita da fonti finanziarie come un vero e proprio “record” per un titolo con questa scadenza.

Boom di richieste per il Btp sindacato a 15 anni

Il titolo, che scade a ottobre 2041, è stato offerto agli investitori istituzionali tramite un consorzio di banche internazionali. Tra i nomi più importanti spiccano Bbva, BofA Securities Europe, Citibank Europe, Deutsche Bank, Goldman Sachs Bank Europe e Jp Morgan. Il Ministero dell’Economia ha spiegato che la scelta di un sindacato serve a garantire una distribuzione capillare e trasparente, coinvolgendo grandi investitori sia europei sia extraeuropei.

Fonti vicine all’operazione raccontano di una domanda “mai vista” per un titolo a 15 anni. “L’interesse è stato molto ampio, con fondi pensione, assicurazioni e gestori patrimoniali che hanno partecipato in massa”, ha detto un operatore che ha seguito il collocamento. Il risultato finale – 157 miliardi – è più di dieci volte l’importo messo sul mercato dal Tesoro.

Spread e condizioni dell’emissione

Il nuovo Btp ottobre 2041 è stato fissato con uno spread di 8 punti base rispetto al Btp gennaio 2040 già in circolazione. Una differenza contenuta, che secondo gli analisti mostra la solidità della domanda e la fiducia degli investitori nell’Italia sul lungo periodo.

“Lo spread è stato confermato secondo le aspettative del mercato”, ha commentato un trader di una banca italiana di primo piano. “Il successo dell’operazione dimostra che il debito italiano continua ad attirare capitali, nonostante le incertezze economiche globali”. Il rendimento del titolo, dalle prime indicazioni, si aggira poco sopra il 3%, ma il Ministero dell’Economia comunicherà i dettagli ufficiali nelle prossime ore.

Debito pubblico e la fiducia dei mercati

L’operazione arriva in un momento delicato per i conti pubblici italiani. Il debito complessivo, secondo la Banca d’Italia, resta sopra i 2.850 miliardi di euro. Eppure, la risposta degli investitori al nuovo Btp segnala una fiducia ancora solida nella gestione finanziaria del Paese.

“L’Italia resta un protagonista chiave nel mercato europeo dei titoli di Stato”, ha detto un analista di Deutsche Bank. “Raccogliere ordini così alti su una scadenza lunga è un segnale importante, soprattutto guardando alle prossime aste e ai rimborsi previsti nel 2026”.

Non sono però mancati segnali di prudenza. Alcuni operatori sostengono che la forte domanda potrebbe essere legata più a strategie di breve termine di grandi fondi internazionali che a una reale intenzione di tenere il titolo fino alla scadenza. “Bisognerà vedere come si muoveranno i prezzi sul mercato secondario nelle prossime settimane”, ha confidato un gestore londinese.

Reazioni e scenari futuri

Il successo del collocamento è stato accolto con una certa soddisfazione negli ambienti istituzionali. Dal Ministero dell’Economia non sono arrivate dichiarazioni ufficiali, ma fonti vicine parlano di “un risultato che rafforza la posizione dell’Italia sui mercati internazionali”.

Nei desk delle principali banche d’affari, la mattinata è passata tra telefonate e scambi intensi. “Tutti guardano con attenzione a come si muoverà la curva dei rendimenti nei prossimi mesi”, ha spiegato un operatore romano. “Il Tesoro dovrà procedere con cautela, soprattutto considerando le incertezze legate alla politica monetaria della Bce”.

Per ora, però, il dato è chiaro: 157 miliardi di ordini per un Btp a 15 anni sono una cifra che non passerà inosservata nei report degli investitori internazionali. E, almeno per oggi, rappresentano un punto a favore della credibilità finanziaria italiana.