Milano, 3 febbraio 2026 – Il mercato italiano dell’auto parte con il piede giusto nel 2026. A gennaio, secondo i dati del ministero dei Trasporti, sono state immatricolate 141.980 vetture, con un aumento del 6,18% rispetto allo stesso mese del 2025. Un segnale che ha subito acceso il dibattito tra concessionari e addetti ai lavori, soprattutto nelle grandi metropoli come Milano e Roma.
Stellantis spinge forte e si prende la scena
A fare la differenza, ancora una volta, è Stellantis. Secondo le rilevazioni di Dataforce, il gruppo ha immatricolato a gennaio 46.452 vetture, segnando un balzo dell’11,8% rispetto all’anno scorso. Un risultato che quasi raddoppia la crescita media del mercato. La quota di mercato di Stellantis è salita dal 31,1% al 32,6%, confermando il dominio del gruppo guidato da Carlos Tavares.
“Questi numeri confermano la forza della nostra offerta e la fiducia che i clienti italiani ci stanno dando”, ha commentato un portavoce di Stellantis dalla sede torinese di corso Agnelli. Basta guardare la classifica delle auto più vendute: le prime quattro posizioni sono tutte appannaggio di modelli Stellantis.
Fiat Pandina domina le vendite
Al primo posto spicca la Fiat Pandina, con 13.394 unità vendute a gennaio. Un dato che non sorprende chi frequenta le concessionarie Fiat. “La Pandina è ancora la scelta preferita da chi cerca un’auto pratica e dal costo contenuto”, racconta un venditore della zona Navigli. Subito dietro, al secondo posto, c’è la Jeep Avenger con 5.133 immatricolazioni. Terza la Citroën C3 (3.576), seguita dalla nuova Fiat Grande Panda (3.299).
Questi numeri fotografano una realtà chiara: gli italiani continuano a preferire modelli compatti e versatili, ideali per la città o per le famiglie. “Le citycar restano il cuore del mercato”, conferma un analista di settore contattato da alanews.it.
Incentivi e nuove abitudini guidano la crescita
Dietro al balzo delle immatricolazioni auto in Italia ci sono diversi motivi. Da un lato, il rinnovo degli incentivi statali per i veicoli a basse emissioni ha spinto la domanda, soprattutto nelle grandi città dove le regole ambientali sono più rigide. Dall’altro, la fiducia dei consumatori sembra tornata, dopo mesi di incertezze legate all’inflazione e ai tassi d’interesse, e questo ha riportato i clienti in concessionaria.
Le associazioni di categoria, però, mettono in guardia: “I segnali sono positivi, ma il mercato deve ancora affrontare l’aumento dei costi e la sfida dell’elettrico”, ha ammesso ieri sera un rappresentante dell’Unrae (Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri).
Cautela ma speranza per i prossimi mesi
Gli operatori guardano ai prossimi mesi con una punta di ottimismo, ma senza facili entusiasmi. Se la crescita dovesse confermarsi a febbraio e marzo, il 2026 potrebbe davvero segnare una svolta dopo anni difficili. Restano però molte incognite: il prezzo dell’energia, le politiche europee sulle emissioni e la capacità delle case di rinnovare i modelli senza perdere terreno.
In attesa dei dati ufficiali sulle alimentazioni – benzina, diesel, ibride ed elettriche – che arriveranno nelle prossime settimane, il mercato italiano dell’auto sembra aver ripreso slancio. Ma, come ricordano in molti, sarà solo allora che capiremo se il balzo di gennaio è un vero cambio di passo o solo un fuoco di paglia.
Per ora, tra le vetrine accese delle concessionarie e i numeri del ministero, resta la sensazione che il 2026 sia partito con il piede giusto per l’automotive italiano.
