Milano, 3 febbraio 2026 – L’oro ha fatto un tonfo pesante oggi, uno dei peggiori degli ultimi anni. Il prezzo del Gold spot, quello con consegna immediata, è sceso fino a 4.434,30 dollari l’oncia, segnando un calo netto del 9,39% rispetto a ieri. Un brusco scivolone che ha sorpreso molti, soprattutto nelle prime ore della mattina, quando i mercati asiatici hanno iniziato a mostrare segni di debolezza. Male anche l’oro con consegna ad aprile, scambiato sul Comex di New York, che ha perso terreno attestandosi a 4.567,50 dollari l’oncia (-3,74%). Anche l’argento ha seguito la stessa tendenza, scendendo a 75,89 dollari l’oncia, con un calo del 3,62%.
Il crollo dell’oro: cosa sta succedendo davvero
Dietro questa caduta ci sono diversi fattori, spiegano gli analisti delle grandi banche d’investimento. Prima di tutto, i dati sull’inflazione negli Stati Uniti sono risultati più bassi del previsto, rafforzando il dollaro e riducendo l’attrattiva dell’oro, tradizionale bene rifugio. Poi, c’è la voce – che circola ormai da settimane – di un possibile taglio dei tassi da parte della Federal Reserve. Questa ipotesi ha spinto molti investitori a vendere il metallo giallo.
“Il mercato si è trovato senza un’ancora a cui aggrapparsi”, dice questa mattina Giovanni Rinaldi, esperto di materie prime in una banca milanese. “Molti fondi hanno preferito uscire dall’oro per puntare su investimenti più rischiosi, come azioni e obbligazioni ad alto rendimento”. Secondo Rinaldi, questo movimento potrebbe andare avanti nei prossimi giorni, a meno che non spuntino nuove tensioni geopolitiche.
Mercati in fibrillazione, investitori in allerta
La risposta dei mercati non si è fatta attendere. A Piazza Affari, le azioni delle società legate all’oro hanno subito pesanti cali fin dall’apertura: Italgold ha perso oltre il 5%, mentre Aurifera Spa ha chiuso la mattinata a -4,2%. “Un movimento così forte non lo vedevamo dal 2020”, commenta un trader della City milanese poco dopo le 10.30.
Nei principali istituti finanziari si respira un clima di prudenza. Alcuni gestori ammettono che “la volatilità potrebbe aumentare ancora”, soprattutto se arriveranno nuovi segnali da Fed o Bce. Intanto, molti risparmiatori si sono messi in contatto con le banche per chiedere chiarimenti sui loro investimenti legati ai metalli preziosi.
Argento in discesa: segue l’oro a ruota
Anche l’argento ha pagato dazio, scendendo a 75,89 dollari l’oncia, con un -3,62%. “Quando il sentiment cambia così rapidamente, anche i metalli collegati ne risentono”, spiega un broker della Borsa di Londra.
Gli analisti ricordano però che la domanda industriale di argento – usato in elettronica e pannelli solari – potrebbe tenere i prezzi su livelli più stabili nel medio termine. Per ora, però, prevale la cautela. “Gli investitori stanno rivedendo i loro portafogli”, conferma un gestore romano specializzato in materie prime.
E adesso? Tra incertezze e possibili scenari
La domanda che tutti si fanno è se questo crollo sia solo una correzione tecnica o l’inizio di un periodo più lungo di debolezza per oro e argento. Gli esperti invitano alla calma: “Serve aspettare i prossimi dati economici e le decisioni delle banche centrali”, avverte Rinaldi.
Nel frattempo, dagli uffici di Milano e Londra si guarda con attenzione al dollaro e alle tensioni in Medio Oriente. Solo allora si potrà capire se il tonfo di oggi resterà un episodio isolato o se segnerà l’inizio di una nuova fase per il mercato dei metalli preziosi.
