Milano, 3 febbraio 2026 – “In un mondo sempre più diviso, andare oltre i confini non è più un’opzione, ma una questione di sopravvivenza e crescita per le imprese”. Così ha esordito Alvise Biffi, presidente di Assolombarda, all’Aspenia Talk di questa mattina a Milano. Davanti a una platea di imprenditori, manager e rappresentanti istituzionali, ha messo subito in chiaro il tema caldo: come le aziende italiane possono affrontare un mondo instabile senza perdere terreno su innovazione e competitività.
Internazionalizzazione: la risposta alla frammentazione
Per Biffi, “internazionalizzare non significa spostare tutto all’estero, ma portare valore, competenze e tecnologia dove i mercati stanno crescendo”. Un punto che ha ribadito più volte, spiegando come avere una presenza solida fuori dai confini sia ormai una delle poche strade per restare in gioco. “Se il rischio è l’instabilità, aprirsi con intelligenza è parte della soluzione”, ha detto. E ancora: “Se il mondo si frammenta, l’industria resta un pilastro di stabilità”.
La sala, già piena alle 9.30, ha seguito con attenzione. Molti imprenditori hanno annuito quando Biffi ha ricordato che “qui si gioca la partita per l’Europa e per l’Italia: la capacità delle nostre imprese di innovare, crescere e competere anche quando il mondo si fa più difficile”.
Industria, la colonna della stabilità europea
Per il presidente di Assolombarda, il nodo cruciale è rafforzare la forza industriale e tecnologica del nostro Paese, dentro un’Europa più unita e credibile. “Per le aziende – ha detto – il ruolo dell’Europa e dell’Italia deve essere chiaro. Non si può prescindere da una base industriale e tecnologica forte”.
Un passaggio chiaro che richiama la necessità di politiche industriali coordinate in Europa. “Non c’è autonomia strategica senza industria, non c’è sicurezza economica senza filiere solide e varie, e non c’è politica estera efficace senza un’industria competitiva”, ha scandito Biffi.
Le sfide che attendono le imprese italiane
Il quadro internazionale, segnato da tensioni geopolitiche, guerre commerciali e nuove barriere tecnologiche, spinge le aziende italiane a riflettere sulle strategie di crescita. Secondo i dati di Assolombarda diffusi a dicembre, oltre il 60% delle imprese lombarde guarda con interesse ai mercati fuori dall’Europa, soprattutto Stati Uniti e Asia. Ma solo una su tre ha già iniziato un percorso concreto di internazionalizzazione.
“Serve una mossa decisa”, ha detto un manager del settore meccanico al termine dell’incontro. “Non possiamo più stare fermi: la concorrenza arriva da tutte le parti e i margini si restringono”. Un pensiero che ha raccolto il consenso di molti in sala.
Innovazione e filiere: dove puntare
Biffi ha sottolineato l’importanza di investire in innovazione e di rafforzare le filiere produttive, soprattutto nei settori ad alto valore aggiunto. “La vera autonomia strategica si costruisce così”, ha detto. Eppure, ha aggiunto, molte PMI ancora faticano a trovare risorse per digitalizzazione e ricerca.
Poi ha rivolto lo sguardo alle istituzioni: “Serve un quadro normativo stabile e incentivi mirati per chi vuole crescere all’estero senza perdere il legame con il territorio”. Un appello che rispecchia anche le richieste recenti di Confindustria al governo.
Europa, industria e il domani che ci aspetta
Chiudendo, Biffi ha ribadito: “Il futuro dell’Europa passa per la capacità delle sue imprese di giocare un ruolo da protagoniste sui mercati globali”. Solo così, ha sottolineato, si potrà garantire stabilità economica e sociale in un mondo sempre più incerto.
L’incontro si è concluso poco dopo mezzogiorno con un dibattito breve ma intenso. Sul tavolo sono rimaste le sfide della competitività internazionale, della coesione europea e della necessità di politiche industriali lungimiranti. Temi che, come ha ricordato Biffi, non possono più aspettare.
