San Francisco, 3 febbraio 2026 – SpaceX e xAI si uniscono, dando vita a una nuova realtà valutata 1.250 miliardi di dollari. È la società privata più preziosa al mondo. L’annuncio è arrivato nella notte dal quartier generale di Hawthorne, in California, con la firma di Elon Musk. “Era necessario per portare i nostri data center nello spazio e, un giorno, colonizzare Marte”, ha spiegato Musk. Un progetto che segue da anni, tra dubbi e applausi.
SpaceX e xAI, la fusione che scuote il mondo tech
La notizia è arrivata poco dopo le 22, ora locale. Musk, in camicia nera e con lo sguardo stanco, si è presentato davanti ai giornalisti. “Non è solo una questione di numeri”, ha detto, “ma di visione”. La nuova società nasce dall’unione tra il gigante dei lanci spaziali e la startup di intelligenza artificiale fondata dallo stesso Musk nel 2023. L’obiettivo è unire tecnologie AI avanzate e infrastrutture spaziali. Un’operazione che, secondo gli esperti di Morgan Stanley, “sposta gli equilibri dell’innovazione globale”.
Ciò che colpisce è la valutazione: 1.250 miliardi di dollari. Nessuna società privata aveva mai raggiunto una cifra simile. Per fare un confronto, OpenAI – spesso considerata rivale di xAI – vale circa 100 miliardi. “È un salto che cambia le regole del gioco”, ha detto il venture capitalist Sam Altman, intervistato da alanews.it.
Marte nel mirino: Musk rilancia la sfida dello spazio
Dietro questa fusione c’è la strategia di Musk: usare la forza dell’intelligenza artificiale per gestire flotte di satelliti e, in futuro, costruire infrastrutture autonome su Marte. “Solo così si può pensare a una presenza umana stabile su altri pianeti”, ha detto Musk a margine della conferenza. I primi passi saranno i nuovi data center orbitanti, previsti entro il 2028. Strutture capaci di elaborare grandi quantità di dati senza i limiti delle reti a terra.
Non tutti però sono convinti. Alcuni esperti finanziari parlano di “ingegneria finanziaria spinta al limite”, come ha scritto ieri il Wall Street Journal. I critici sottolineano che la valutazione si basa su proiezioni future, non su risultati concreti. “Musk sa vendere sogni come nessuno”, ha commentato l’economista Nouriel Roubini.
Tra fan e scettici: le reazioni nel mondo della tecnologia
Nel mondo tech le risposte sono state immediate e divise. I sostenitori di Musk – tra cui molti investitori della Silicon Valley – parlano di “un’altra prova del genio visionario” dell’imprenditore sudafricano. “Solo lui poteva pensare a una cosa simile”, ha detto entusiasta Steve Jurvetson, uno dei primi finanziatori di SpaceX.
Dall’altra parte, però, non mancano i dubbi. Alcuni temono che una società così grande e non quotata possa sfuggire ai controlli dei mercati. “C’è il rischio di un monopolio tecnologico senza precedenti”, ha avvertito la senatrice Elizabeth Warren in una nota diffusa nella notte.
Effetti globali e cosa aspettarsi
L’operazione avrà ripercussioni anche sugli equilibri geopolitici. La Cina, secondo l’agenzia Xinhua, starebbe già pensando a contromosse per rafforzare i propri programmi spaziali e di intelligenza artificiale. In Europa, la Commissione UE ha chiesto chiarimenti sulle conseguenze per la concorrenza.
Per ora Musk guarda avanti. “Il futuro è là fuori”, ha detto sorridendo mentre lasciava la sala stampa. Ma dietro l’entusiasmo restano molte incognite: dalla sostenibilità finanziaria ai rischi etici legati all’uso dell’intelligenza artificiale nello spazio.
Solo il tempo dirà se questa fusione sarà l’inizio di una nuova era o un altro azzardo firmato Elon Musk. Nel frattempo, a Hawthorne si lavora già ai prossimi lanci: il primo test del data center orbitante è previsto per la primavera del 2027.
