Musk porta l’intelligenza artificiale nello spazio: xAI si unisce a SpaceX per un data center innovativo

Musk porta l'intelligenza artificiale nello spazio: xAI si unisce a SpaceX per un data center innovativo

Musk porta l'intelligenza artificiale nello spazio: xAI si unisce a SpaceX per un data center innovativo

Giada Liguori

Febbraio 3, 2026

Cape Canaveral, 3 febbraio 2026 – SpaceX e xAI, entrambe guidate da Elon Musk, hanno annunciato oggi una fusione che promette di cambiare il volto dei data center nello spazio. L’annuncio, arrivato dalla sede di Hawthorne, California, mette insieme l’esperienza di SpaceX nei razzi con le tecnologie di intelligenza artificiale di xAI. L’obiettivo? Costruire “il motore di innovazione più ambizioso e completo sulla Terra (e non solo)”, come ha spiegato lo stesso Musk in una nota diffusa nella notte italiana.

SpaceX e xAI si uniscono per costruire il futuro dello spazio

La notizia della fusione tra SpaceX e xAI è arrivata poco dopo le 21 ora italiana, con un comunicato congiunto che ha confermato le voci degli ultimi giorni. La nuova realtà punta a creare data center orbitanti, sfruttando i lanci dei razzi Falcon e Starship insieme all’intelligenza artificiale di xAI. “Vogliamo portare la potenza di calcolo proprio dove serve, senza i limiti della gravità terrestre”, ha raccontato un ingegnere coinvolto nel progetto, che ha preferito restare anonimo.

Da fonti interne si apprende che non sono previsti tagli al personale. Anzi, Musk avrebbe già chiesto di potenziare i team di ricerca e sviluppo con nuove assunzioni. Il quartier generale resterà a Hawthorne, ma sono in programma aperture di nuove sedi in Texas e Florida.

Data center nello spazio: un salto avanti per il settore

L’idea di costruire data center nello spazio non è una novità assoluta, ma finora era rimasta confinata a esperimenti o studi. Ora SpaceX e xAI vogliono superare i limiti delle infrastrutture tradizionali, sfruttando l’assenza di gravità e le temperature estreme per rendere tutto più efficiente e sicuro. “I server in orbita potranno lavorare senza pause, lontani da rischi geopolitici e blackout”, ha spiegato un portavoce dell’azienda.

Il primo prototipo di data center orbitante potrebbe partire già entro fine 2027. Il progetto prevede moduli pressurizzati, alimentati da pannelli solari e dotati di sistemi di raffreddamento avanzati. “Stiamo lavorando a una soluzione che possa crescere in fretta”, ha aggiunto Musk durante una call con gli investitori.

Mercati in fermento e primi dubbi degli esperti

L’annuncio ha subito acceso i mercati. Le azioni delle aziende partner di SpaceX sono salite subito dopo la chiusura di Wall Street. Gli analisti vedono in questa mossa un segnale chiaro: la corsa all’intelligenza artificiale ora si sposta anche nello spazio. “Potrebbe cambiare le carte in tavola nel settore tech”, ha commentato Lisa Grant, analista di Morgan Stanley.

Non mancano però le perplessità. Alcuni esperti puntano il dito sui rischi legati ai rifiuti spaziali e alla sicurezza informatica dei server fuori dall’atmosfera. “La vera sfida sarà proteggere i dati in un ambiente così difficile”, ha osservato il professor Marco Bianchi, docente di ingegneria aerospaziale al Politecnico di Milano.

Elon Musk e la sfida delle stelle

Elon Musk, già protagonista di rivoluzioni nel mondo dell’auto e dello spazio, rafforza così la sua leadership nell’innovazione globale. La fusione tra SpaceX e xAI segna un passo avanti verso un sistema tecnologico integrato, capace di funzionare tanto sulla Terra quanto nello spazio. “Non ci poniamo limiti, né geografici né tecnologici”, ha detto Musk chiudendo la nota.

Nei prossimi mesi arriveranno nuovi dettagli sul piano industriale e sulle alleanze che accompagneranno la nascita dei primi data center spaziali. Nel frattempo, il settore osserva con attenzione: la partita per il controllo dell’infrastruttura digitale del futuro si gioca – letteralmente – tra le stelle.