Novedrate (Como), 3 febbraio 2026 – Mercoledì 4 febbraio, a partire dalle 9.30, l’Università eCampus apre le sue porte per un confronto su intelligenza artificiale, didattica e innovazione. L’appuntamento, intitolato “eCampus, didattica aumentata e IA: il ruolo delle università nelle politiche di innovazione”, si terrà nella sede principale in via Isimbardi. Sarà una giornata di dialogo aperto con esperti, docenti e professionisti di vari settori. Un momento importante per guardare al futuro della formazione universitaria e alle sfide che il mondo accademico deve affrontare con l’arrivo delle nuove tecnologie.
Università e intelligenza artificiale: una sfida da affrontare insieme
Al centro dell’incontro ci sarà il tema delle intelligenze artificiali – al plurale, proprio per sottolinearne la complessità. Non si tratta solo di strumenti da adottare, ma di risorse da capire, plasmare e inserire nel percorso di studio. “L’università non può limitarsi a importare l’intelligenza dall’esterno”, spiegano gli organizzatori, “ma deve contribuire a crearla, personalizzarla e farla crescere”. È un approccio che riprende il dibattito internazionale, come quello di Stanford dopo l’esplosione dei sistemi generativi, ma che eCampus interpreta con una visione più artigianale del sapere.
Il rettore, Enzo Siviero, ha messo l’accento sull’importanza di formare competenze nuove, che siano critiche, etiche e tecnologiche. “Solo così – ha detto – gli studenti potranno diventare protagonisti consapevoli dell’innovazione”. Un messaggio raccolto anche dai docenti: “Non basta insegnare a usare le macchine”, confida Marco Arnesano, “bisogna capire come funzionano e cosa comportano”.
Didattica aumentata e mestieri che cambiano
La mattina si concentrerà sul rapporto tra innovazione e formazione dei professionisti del futuro. Si discuterà di come le professioni si stiano trasformando con le tecnologie digitali e quali competenze serviranno nei prossimi anni. Il Piano strategico di Ateneo farà da filo conduttore agli interventi, che toccheranno didattica, impatto sociale e politiche per l’innovazione.
Tra i relatori ci saranno Amarildo Arzuffi di Fondimpresa, Antonella Guidazzoli di Cineca e Pier Guido Lezzi di MaticMind Milano. Non mancheranno esperienze dal mondo della comunicazione, con il giornalista Carlo Massarini, e dalla cultura digitale, grazie al saggista Michele Mezza. A portare un punto di vista inedito arriverà anche l’atleta olimpico Matteo Melluzzo.
Tecnologia, salute e inclusione: il pomeriggio tra ricerca e confronto
Nel pomeriggio l’attenzione si sposterà su tecnologia e salute, con un focus sull’accessibilità e l’inclusione. Saranno protagonisti ricercatori e dottorandi dell’ateneo, chiamati a raccontare progetti concreti e lavori in corso. “La ricerca universitaria può fare la differenza”, spiega Luisella Bocchio Chiavetto, docente di psicologia applicata. “Ma serve un dialogo continuo con il territorio e le imprese”.
La giornata si chiuderà con un momento informale di networking, pensato per favorire lo scambio diretto tra i partecipanti. “Dalle discussioni faccia a faccia nascono le idee migliori”, osserva Riccardo Botteri, responsabile dei rapporti istituzionali di eCampus.
Un dibattito aperto grazie a un parterre di esperti
A dare spessore al confronto saranno numerosi docenti dell’Università eCampus: da Placido Bramanti a Manuela Cantoia, da Gloria Cosoli a Venusia Covelli, passando per Leonardo Fiorentini, Oleksandr Kuznetsov, Enrico Landoni, Lorenza Lei, Giovanni Liberati Buccianti, Alfonso Lovito, Barbara Marchetti, Marco Margarita ed Elisa Pedroli. Tra i nomi in programma anche Francesco Pigozzo, Cristian Randieri, Paolo Raviolo, Marco Rondonotti, Maria Lucrezia Sanfilippo, Manuela Vagnini e Fabrizio Vecchio.
L’evento è aperto a tutti – studenti, docenti, cittadini curiosi – e punta a fornire strumenti concreti per capire come didattica aumentata e intelligenze artificiali stanno cambiando il ruolo dell’università nelle politiche di innovazione. Un’occasione per ascoltare voci diverse e riflettere sul futuro della formazione. Come ha ricordato Elisa Pedroli durante la presentazione: “Le università devono diventare laboratori vivi di cambiamento. Solo così potranno davvero influire sulla società”.
