Salvini: la lealtà ha ancora un valore per chi indossa una divisa?

Salvini: la lealtà ha ancora un valore per chi indossa una divisa?

Salvini: la lealtà ha ancora un valore per chi indossa una divisa?

Matteo Rigamonti

Febbraio 3, 2026

Milano, 3 febbraio 2026 – Matteo Salvini rompe il silenzio dopo l’addio di Roberto Vannacci alla Lega. Lo fa con un lungo post sui social, dove racconta la sua versione della frattura interna che ha scosso il partito nelle ultime settimane. “Volevamo fare un lungo cammino insieme, condividere battaglie, costruire”, scrive Salvini ieri sera, con un filo di amarezza e delusione per la rottura arrivata proprio alla vigilia delle prossime elezioni.

Salvini parla chiaro dopo l’addio di Vannacci

Il messaggio, pubblicato poco dopo le 21 su Facebook, mette in chiaro che da parte sua e di molti altri c’è stata sempre “massima disponibilità”. Ma, aggiunge Salvini, “far parte di un partito, di una comunità, di una famiglia non significa solo ricevere, stare al centro dell’attenzione, ottenere posti e candidature”. No, “è soprattutto lavoro, costruire, fare sacrifici e, prima di tutto, lealtà”. Parole che sembrano una risposta diretta alle critiche – più o meno velate – lanciate da Vannacci nelle settimane scorse, quando aveva parlato di poca considerazione e riconoscimento dentro il movimento.

Tensioni e accuse che covavano da tempo

La crisi tra Vannacci e la Lega si era fatta sentire già da un po’. Da settimane giravano voci su possibili nuovi progetti politici dell’ex generale, simboli e sigle che potevano mettere in crisi la compattezza del partito guidato da Salvini. “In questi mesi – scrive ancora il leader – abbiamo vissuto polemiche, problemi, tensioni, simboli di possibili nuovi partiti e associazioni, attacchi a chi la Lega la vive e la ama da anni”. Un chiaro riferimento alle iniziative parallele che avevano acceso sospetti e malumori tra i militanti storici del Carroccio.

Lealtà e disciplina: i cardini richiamati da Salvini

Salvini richiama poi i valori base della Lega: “onore, disciplina e lealtà”. Parole che, sottolinea, “hanno un significato preciso, soprattutto per chi ha indossato una divisa”. Un chiaro richiamo al passato militare di Vannacci, che ha sempre fatto della sua esperienza nell’esercito uno dei pilastri della sua immagine pubblica. “Siamo abituati a pensare che parole come onore, disciplina e lealtà abbiano un significato preciso”, insiste Salvini, facendo capire che proprio su questi principi si è consumata la rottura.

Un momento difficile per la Lega

L’addio di Vannacci arriva in un momento delicato. Il partito si prepara alle elezioni amministrative di primavera ma deve fare i conti con sondaggi in calo rispetto agli anni migliori. La spaccatura con l’ex generale rischia di pesare soprattutto al Nord, dove Vannacci aveva raccolto un elettorato più tradizionale. “Siamo abituati a lavorare in squadra”, spiega un deputato lombardo vicino a Salvini. “Chi cerca solo visibilità personale non fa bene al gruppo”.

Nel partito si respira tensione

Dentro la Lega, il clima resta caldo. Nelle chat interne, alcuni militanti si schierano con Salvini, altri chiedono più chiarezza sulle regole. “Non possiamo permetterci altre divisioni”, confida un consigliere regionale veneto. Intanto Vannacci non ha ancora annunciato cosa farà. Fonti vicine dicono che sta pensando di mettere in piedi una nuova formazione o di unirsi a qualche movimento già presente nell’area della destra.

Un addio che pesa sul futuro elettorale

La rottura tra Salvini e Vannacci segna una nuova fase per la Lega. Il leader prova a ricompattare il partito sui valori storici: lavoro, sacrificio, lealtà. Vannacci, invece, si prepara a una nuova avventura politica. Resta da vedere che effetto avrà tutto questo sull’elettorato. Nei prossimi giorni arriveranno i primi sondaggi. Per ora, tra i dirigenti, si sente il peso di una ferita aperta. E la campagna elettorale deve ancora davvero cominciare.