Roma, 3 febbraio 2026 – Lo spread tra Btp e Bund, che misura la fiducia degli investitori tra Italia e Germania, ha chiuso la giornata di lunedì in leggero rialzo: 61,3 punti base, appena sopra i 61,2 di venerdì scorso. Un movimento quasi impercettibile, ma che non sfugge all’attenzione di chi segue i mercati obbligazionari europei.
Btp in salita, ma la stabilità resta il vero nodo
Nel dettaglio, il rendimento del Btp decennale italiano è salito al 3,47%, poco sopra il 3,45% della chiusura precedente. Non è un dato allarmante, né vicino ai massimi degli ultimi anni, ma segnala comunque un certo grado di prudenza da parte degli investitori esteri. Sul fronte tedesco, il Bund decennale ha registrato un rendimento del 2,86%, anch’esso in lieve aumento.
Lo spread tra i due titoli resta sotto controllo, ma tutti gli occhi sono puntati sulle prossime mosse della Banca Centrale Europea. “Il mercato aspetta segnali più chiari sulle politiche monetarie”, spiega un analista di una grande banca milanese, ricordando che la volatilità è ancora contenuta, ma non del tutto assente.
Mercati in allerta tra inflazione e attese per la BCE
La giornata è partita senza grandi scossoni a Piazza Affari e nelle altre borse europee. Gli operatori hanno scelto la prudenza, in attesa dei dati macroeconomici in arrivo e delle indicazioni che verranno da Francoforte. “L’inflazione resta il tema centrale”, dice un gestore di fondi romano, “e la BCE dovrà muoversi con cautela nelle prossime decisioni sui tassi”.
Secondo le ultime stime di Eurostat, l’inflazione nell’area euro resta su livelli moderati, anche se ci sono segnali di pressioni sui prezzi in alcuni settori. Questo mantiene alta l’attenzione sui titoli di Stato dei Paesi periferici, Italia compresa.
Spread e debito pubblico: il nodo del finanziamento
Il livello dello spread Btp-Bund è uno degli indicatori più seguiti per capire la sostenibilità del debito pubblico italiano. Con un rapporto debito/Pil sopra il 140%, anche piccoli movimenti nei tassi influenzano subito i costi di finanziamento dello Stato. “Anche cambiamenti minimi possono pesare molto sul bilancio”, spiega un funzionario del Ministero dell’Economia, ricordando che la spesa per interessi è tra le voci più pesanti della finanza pubblica.
Negli ultimi mesi il Tesoro ha continuato a vendere titoli a medio-lungo termine, riscontrando una domanda solida. Ma la prudenza resta alta: “Il quadro internazionale è ancora incerto”, dice una fonte vicina al MEF, “e ogni segnale di tensione si riflette subito nei prezzi dei titoli”.
Investitori cauti, ma senza allarmi
Tra gli investitori istituzionali, la giornata è passata senza sorprese. Alcuni gestori sottolineano che il livello attuale dello spread è “in linea con le aspettative” e non lascia presagire problemi immediati. Resta però la consapevolezza che la situazione può cambiare in fretta, soprattutto se dovessero arrivare shock esterni o nuove tensioni sui mercati globali.
“Seguiamo con attenzione l’evolversi della situazione geopolitica”, confida un trader londinese specializzato in titoli di Stato europei. “Al momento il rischio Italia è considerato gestibile, ma basta poco per cambiare tutto”.
Aspettando le prossime mosse
In attesa delle prossime aste del Tesoro e delle decisioni della BCE, il mercato dei titoli di Stato italiani si muove su binari abbastanza stabili. Gli operatori restano all’erta: ogni movimento dello spread Btp-Bund viene letto con attenzione e cautela. E mentre i numeri per ora non preoccupano, la partita della fiducia si gioca giorno dopo giorno, tra dati economici e scelte di politica monetaria.
