Washington, 3 febbraio 2026 – Ieri sera il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato che il suo governo vuole ottenere un risarcimento di un miliardo di dollari dall’Università di Harvard. La decisione arriva dopo che il New York Times ha svelato alcune presunte concessioni fatte dall’ateneo durante le trattative con il governo federale. La notizia, ripresa da vari media americani tra cui Reuters, ha riaperto un nuovo fronte di scontro tra la Casa Bianca e il mondo accademico.
Trump contro Harvard: “Niente più rapporti, vogliamo un risarcimento”
“Chiediamo un risarcimento danni di un miliardo di dollari e non vogliamo più avere nulla a che fare con l’Università di Harvard”, ha scritto Trump in un post pubblicato nella notte sulla sua piattaforma Truth. Il messaggio, diffuso poco dopo le 22 ora locale, è stato subito ripreso dai principali network americani. Fonti vicine all’amministrazione parlano di presunte irregolarità nelle trattative tra l’università e il governo, ma per ora non sono stati resi noti i dettagli dell’accordo contestato.
Le accuse: ideologia “woke” e sicurezza degli studenti ebrei
La Casa Bianca ha puntato il dito contro Harvard e altre università, accusandole di diffondere quella che definiscono l’ideologia “woke”. Secondo loro, non avrebbero fatto abbastanza per proteggere gli studenti ebrei durante le recenti proteste filopalestinesi scoppiate nei campus. “C’è stata una chiara mancanza di responsabilità da parte delle università”, ha detto un portavoce dell’amministrazione, riferendosi alle manifestazioni che hanno coinvolto decine di istituti, da New York a Los Angeles. La Casa Bianca sostiene che sono state presentate diverse denunce legali contro Harvard e altri atenei, con richieste di risarcimenti milionari per danni subiti dagli studenti.
Proteste nei campus, Harvard risponde con sicurezza e dialogo
Negli ultimi mesi le proteste filopalestinesi hanno attraversato i principali campus americani. A Cambridge, dove si trova Harvard, gli studenti hanno organizzato sit-in e cortei, spesso contro le scelte dell’amministrazione universitaria. In alcuni casi si sono vissuti momenti di tensione tra gruppi pro-Israele e manifestanti filopalestinesi. Harvard ha risposto rafforzando le misure di sicurezza e avviando un confronto con tutte le componenti della comunità accademica. “La sicurezza dei nostri studenti è la priorità”, ha ribadito ieri un portavoce di Harvard, senza però commentare direttamente la richiesta di risarcimento della Casa Bianca.
Trump e le università: una storia di scontri
Non è la prima volta che Donald Trump si scontra con le grandi università americane. Durante il suo primo mandato aveva criticato gli atenei per un approccio troppo progressista su temi come immigrazione e diritti civili. Nel 2020, ad esempio, la sua amministrazione aveva minacciato di tagliare i fondi federali alle università che non avessero garantito le lezioni in presenza durante la pandemia. Questa nuova battaglia contro Harvard si inserisce in un clima politico già molto polarizzato.
Reazioni: silenzio da Harvard, preoccupazione tra i docenti
Finora, dall’Università di Harvard non sono arrivate risposte ufficiali alle accuse del presidente. Fonti interne riferiscono che l’ateneo sta valutando con i propri legali come muoversi nelle prossime settimane. Nel frattempo, diversi professori hanno espresso preoccupazione per l’atmosfera che si respira nei campus. “È una situazione delicata”, confida un docente di giurisprudenza che preferisce restare anonimo. “Le università dovrebbero essere spazi di libero confronto, non bersagli politici”.
Uno scontro che promette di durare
La richiesta di risarcimento a Harvard rischia di scuotere l’intero sistema universitario americano. Molti temono che la mossa della Casa Bianca possa aprire la strada a nuove azioni legali contro altri atenei coinvolti nelle proteste. Per ora, però, la partita è ancora aperta: tra dichiarazioni pubbliche e trattative riservate, il braccio di ferro tra Trump e Harvard sembra destinato a durare.
