New York, 3 febbraio 2026 – Wall Street ha iniziato la settimana in ribasso, con i principali indici che hanno perso terreno fin dai primi scambi. Alle 15:30 ora italiana, il Dow Jones segnava -0,25%, fermandosi a 48.752,80 punti. Il Nasdaq scivolava dello 0,37% a 23.371,07 punti, mentre lo S&P 500 lasciava sul campo lo 0,29%, chiudendo a 6.921,06 punti. Un avvio segnato da una certa prudenza tra gli investitori, in una giornata senza dati macroeconomici di rilievo, ma carica di attese e dubbi.
Indici in calo, investitori in stand-by
La seduta di oggi si è aperta all’insegna della cautela. A Wall Street si respira un clima di attesa. Gli operatori si sono mostrati prudenti, complice l’assenza di novità significative sul fronte economico e il focus sulle prossime mosse della Federal Reserve. “Il mercato sta cercando nuovi stimoli dopo i bilanci trimestrali e in vista dei dati sull’occupazione che arriveranno a breve”, ha spiegato Mark Johnson, analista di Morgan Stanley, contattato poco dopo l’apertura.
Il calo di Dow Jones, Nasdaq e S&P 500 non ha sorpreso gli esperti. “Dopo i massimi recenti, una pausa era inevitabile”, ha aggiunto Johnson. Tuttavia, nei grandi istituti finanziari si avverte una certa tensione: tutti aspettano segnali più chiari dalla politica monetaria americana.
Tutti gli occhi puntati sulla Federal Reserve
Al centro dell’attenzione resta la Federal Reserve. Dopo la riunione della scorsa settimana, che ha lasciato i tassi invariati, il mercato continua a interrogarsi sulle prossime mosse dell’istituto guidato da Jerome Powell. “Gli investitori vogliono capire quando e se arriveranno tagli ai tassi”, ha confidato un trader di Wall Street, che ha preferito restare anonimo.
La prudenza di oggi è anche legata ai dubbi sull’inflazione e ai dati sull’occupazione attesi venerdì. Gli economisti di Goldman Sachs stimano che quel report potrebbe condizionare le decisioni della Fed nelle settimane a venire. Solo allora si capirà se la stretta monetaria degli ultimi mesi ha già fatto il suo corso.
Settori in difficoltà, mercati nervosi
Tra i settori più colpiti in apertura ci sono tecnologia e finanza. Il Nasdaq, che risente particolarmente delle variazioni dei tassi, ha pagato la presa di profitto su big come Apple e Microsoft. “Dopo i rally recenti, qualche realizzo era normale”, ha commentato Sarah Lee, portfolio manager di BlackRock.
Anche lo S&P 500 ha sofferto per la debolezza di banche e assicurazioni. JP Morgan e Bank of America hanno aperto in calo di circa mezzo punto percentuale. Più resistenti i settori difensivi, come le utility e i beni di prima necessità.
Settimana decisiva, occhi sui prossimi dati
Gli operatori guardano ora ai dati economici in arrivo nei prossimi giorni. Oltre al report sull’occupazione, sono attesi aggiornamenti su inflazione e fiducia dei consumatori. “Questa settimana sarà fondamentale per capire dove andranno i mercati”, ha sottolineato Lee.
Nel frattempo, la giornata resta interlocutoria. Gli scambi sono bassi: secondo il New York Stock Exchange, i volumi nelle prime due ore sono sotto del 10% rispetto alla media settimanale. Gli investitori, per ora, preferiscono aspettare.
Incertezze globali pesano sul mercato
Sullo sfondo, restano le tensioni geopolitiche: i conflitti in Medio Oriente e le incognite legate alle elezioni presidenziali americane continuano a influenzare il sentiment. “Il mercato è nervoso, ogni notizia può ribaltare tutto in fretta”, ha ammesso un broker della Fifth Avenue.
Per ora, dunque, Wall Street sceglie la prudenza. E aspetta segnali più netti prima di muoversi di nuovo.
