Bankitalia: accesso al credito stabile per le imprese, ma i tassi in calo portano benefici

Bankitalia: accesso al credito stabile per le imprese, ma i tassi in calo portano benefici

Bankitalia: accesso al credito stabile per le imprese, ma i tassi in calo portano benefici

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Milano, 4 febbraio 2026 – Nel quarto trimestre del 2025, i criteri di offerta sui prestiti alle imprese sono rimasti praticamente gli stessi, mentre le condizioni applicate dalle banche si sono leggermente allentate, soprattutto grazie alla riduzione dei tassi di interesse. A darne notizia è la Banca d’Italia, che questa mattina ha pubblicato i dati dell’Indagine sul credito bancario di gennaio 2026, offrendo un aggiornamento sull’andamento del credito in Italia.

Prestiti alle imprese: criteri fermi, ma la domanda cresce

Dal rapporto emerge che le banche italiane non hanno cambiato i criteri per concedere prestiti alle imprese negli ultimi tre mesi del 2025. Però, “i termini e le condizioni si sono un po’ allentati grazie al calo dei tassi di interesse”, si legge nella nota diffusa da Bankitalia. Un dettaglio che, secondo alcuni operatori, ha creato un clima più positivo tra le aziende alla ricerca di liquidità.

La domanda di prestiti aziendali ha mostrato un leggero aumento. Le ragioni? “Maggiore necessità di rifinanziare il debito, investimenti fissi e operazioni di fusione o acquisizione”, spiegano gli uffici di via Nazionale. In particolare, diverse imprese del settore manifatturiero nel Nord Italia – tra cui realtà di Brescia e Modena – hanno confermato una maggiore voglia di chiedere nuovi finanziamenti, soprattutto per portare avanti piani di investimento avviati nell’anno passato.

Mutui e credito al consumo: famiglie più fiduciose, ma regole più dure

Per i finanziamenti alle famiglie la situazione è più articolata. I criteri per i mutui immobiliari sono rimasti invariati rispetto al trimestre precedente. “La maggiore fiducia delle famiglie, unita al calo dei tassi, ha spinto la domanda di mutui”, sottolinea Bankitalia. Un agente immobiliare di Milano, sentito questa mattina, conferma: “Tra novembre e gennaio abbiamo ricevuto più richieste di informazioni e preventivi”.

Diversa invece la situazione per il credito al consumo. Qui le banche hanno stretto un po’ le maglie. L’istituto centrale prevede che questa tendenza continuerà nei primi mesi del 2026: “Nel trimestre in corso i criteri di offerta per il credito al consumo potrebbero diventare ancora più rigidi”. Secondo alcuni analisti, questa scelta riflette la prudenza delle banche nel gestire il rischio di insolvenza sui prestiti per l’acquisto di beni durevoli.

Accesso ai finanziamenti: segnali di miglioramento

Un altro aspetto che emerge dall’indagine riguarda le condizioni per accedere alle principali fonti di finanziamento. Le banche segnalano un miglioramento generale, soprattutto per i titoli di debito a medio-lungo termine. “Nel trimestre in corso le condizioni di accesso dovrebbero migliorare ancora”, si legge nel documento.

Un direttore di filiale a Torino racconta: “Stiamo notando una maggiore disponibilità da parte degli investitori istituzionali a sottoscrivere emissioni bancarie, specialmente su scadenze oltre i cinque anni”. Questo potrebbe tradursi, nei prossimi mesi, in una maggiore capacità delle banche di sostenere l’economia reale con nuove erogazioni.

Cosa aspettarsi nel primo trimestre 2026

Guardando avanti, Bankitalia prevede che i criteri di offerta rimarranno stabili sia per i prestiti alle imprese sia per i mutui alle famiglie. Per il credito al consumo, invece, si attende un ulteriore irrigidimento. La domanda di finanziamenti – sia da parte delle imprese sia delle famiglie – dovrebbe continuare a salire, spinta dalla fiducia e dal contesto favorevole dei tassi.

In breve, il quadro tracciato dall’Indagine sul credito bancario mostra un sistema bancario prudente ma disposto a sostenere la ripresa. “La situazione resta sotto controllo – ha detto un funzionario della Banca d’Italia – ma continuiamo a seguire con attenzione l’andamento della domanda e la qualità del credito”.