Sydney, 4 febbraio 2026 – Bill Gates ha ammesso un errore nel frequentare Jeffrey Epstein, definendo “sciocca” la scelta di passare del tempo con il finanziere americano, al centro di uno degli scandali più discussi degli ultimi anni. L’ex fondatore di Microsoft, in un’intervista a 9 News Australia — poi ripresa anche da Sky News — ha detto di essersi “pentito” di aver conosciuto Epstein, ma ha respinto con forza alcune delle accuse più pesanti circolate negli ultimi mesi.
Gates: “Mai stato sull’isola, mai incontrato donne”
Durante l’intervista, Gates ha risposto senza giri di parole alle voci che lo vorrebbero coinvolto nelle attività illegali di Epstein. “Non sono mai stato sull’Isola”, ha detto chiaramente, riferendosi alla Little Saint James, la proprietà nei Caraibi diventata il simbolo delle accuse contro il finanziere. “Non ho mai incontrato donne lì”, ha aggiunto, sottolineando come il suo rapporto con Epstein fosse limitato e, a suo dire, privo di qualsiasi legame con i reati contestati all’ex banchiere.
Secondo Gates, “più emergono dettagli, più si capirà che, anche se è stato un errore, non ha niente a che vedere con quel tipo di comportamento”. Una frase che suona come una netta presa di distanza, quasi definitiva, da ogni sospetto di complicità.
La mail contestata e le accuse respinte
Al centro delle polemiche degli ultimi giorni c’è una e-mail attribuita a Epstein e indirizzata a sé stesso, in cui il finanziere si lamentava che Gates avesse “scelto di ignorare la nostra amicizia” e faceva riferimento alle “sue malattie sessualmente trasmissibili”. Un documento che, per alcuni, avrebbe potuto indicare un legame più stretto tra i due.
Gates però ha bollato la questione come “falsa”. “Non ho mai avuto malattie sessualmente trasmissibili”, ha detto l’imprenditore, definendo la mail un’invenzione senza basi. “Non c’è niente di vero in quelle parole”, ha aggiunto, lasciando intendere che si tratti di un tentativo di danneggiare la sua reputazione.
Un’amicizia breve e controversa
Il rapporto tra Gates ed Epstein è stato al centro di molte ricostruzioni giornalistiche. Stando a quanto si sa, i due si sarebbero visti in alcune occasioni tra il 2011 e il 2013, soprattutto per parlare di filantropia e possibili donazioni. Gates ha sempre detto che i rapporti si sono interrotti quando è diventato chiaro che Epstein non avrebbe potuto contribuire in modo trasparente ai progetti della Bill & Melinda Gates Foundation.
“Mi sono pentito di averlo conosciuto”, ha ribadito Gates nell’intervista australiana. Una frase che sembra una confessione tardiva, ma anche un modo per chiudere una pagina scomoda della sua vita pubblica.
Le reazioni e il contesto internazionale
Le parole di Gates arrivano in un momento in cui l’attenzione sui legami tra personaggi pubblici ed Epstein resta altissima. Negli Stati Uniti, in Europa e in Australia, la vicenda continua a sollevare dubbi e sospetti. Alcuni osservatori sottolineano come le dichiarazioni dell’ex CEO di Microsoft siano arrivate solo dopo la pubblicazione di nuovi documenti giudiziari e testimonianze.
A Seattle, dove ha sede la fondazione Gates, la notizia è stata accolta con una certa freddezza. “Non ci aspettavamo altro”, ha confidato un collaboratore della fondazione, raggiunto al telefono nel primo pomeriggio. “Da anni qui si cerca di mettere distanza tra Bill e quella storia”.
Un caso che non si chiude
Nonostante smentite e precisazioni, il caso resta aperto. Gli investigatori americani continuano a lavorare su una grande quantità di documenti e testimonianze. Fonti della polizia federale dicono che finora non sono emersi elementi concreti contro Gates. Ma la sua stessa ammissione — “è stato un errore” — sembra destinata a pesare ancora a lungo nel dibattito pubblico.
Per ora, Gates prova a voltare pagina. Ma la vicenda Epstein continua a gettare ombre su tanti nomi importanti della finanza e della tecnologia internazionale.
