Bologna, 4 febbraio 2026 – Un controllo di routine si è trasformato in un doppio arresto ieri mattina, quando i carabinieri della stazione Bologna Navile hanno fatto irruzione in un appartamento di via di Corticella. Poco dopo le 10, i militari hanno trovato il 51enne tunisino, già ai domiciliari per spaccio di droga, e un 19enne marocchino, latitante da settimane e ricercato con un ordine di custodia cautelare in carcere. Entrambi sono stati portati in carcere: il primo accusato di aver aiutato il giovane a sfuggire alla cattura, il secondo per essersi nascosto dalla giustizia.
Controllo ai domiciliari che cambia rotta
I carabinieri erano lì per un controllo di routine: dovevano verificare che il braccialetto elettronico applicato al 51enne, dopo la condanna per spaccio dello scorso luglio, funzionasse correttamente. Ma durante l’ispezione qualcosa ha fatto scattare il campanello d’allarme. Sul tavolo della cucina, raccontano gli investigatori, c’era una piccola quantità di cocaina, un coltello vietato e due spray al peperoncino.
Da quel momento la perquisizione è diventata più approfondita. “Abbiamo deciso di controllare tutto l’appartamento”, spiega un carabiniere. E così, guardando verso il terrazzino interno, i militari hanno visto il giovane marocchino. Il ragazzo, secondo la ricostruzione, si era nascosto dietro alcune sedie e una coperta, cercando di non farsi notare.
Il latitante trovato dietro una coperta
Il 19enne non era un volto nuovo alle forze dell’ordine: aveva precedenti per spaccio ed era ricercato da almeno tre settimane, dopo un’operazione antidroga a Bolognina a metà gennaio da cui era riuscito a scappare. Nessuno sapeva dove si fosse nascosto fino a ieri.
La sua presenza nell’appartamento è stata una sorpresa per tutti. “Non ci aspettavamo di trovarlo lì”, ha ammesso uno degli agenti. Il ragazzo è stato subito fermato, portato in caserma per l’identificazione e poi, nel pomeriggio, trasferito al carcere della Dozza su ordine del magistrato.
Peggiora la situazione per il 51enne
Per il tunisino invece le cose sono precipitate. Denunciato per favoreggiamento personale e per il possesso del coltello proibito, in poche ore è arrivata la decisione del giudice: niente più domiciliari, ma carcere. La misura è stata subito aggravata.
Durante l’interrogatorio, l’uomo ha fornito spiegazioni poco convincenti sulla presenza del giovane in casa sua. “Non sapevo fosse ricercato”, avrebbe detto ai carabinieri, ma questa versione non ha trovato riscontri.
Voci dal quartiere e indagini aperte
La notizia ha fatto rapidamente il giro del quartiere Navile. Alcuni residenti hanno parlato di movimenti strani negli ultimi giorni. “C’era sempre qualcuno che entrava e usciva da quell’appartamento”, racconta una vicina.
Intanto, le indagini vanno avanti. I carabinieri stanno cercando di capire se l’appartamento sia stato rifugio anche per altri latitanti o un punto di riferimento per attività legate allo spaccio. Stanno analizzando i tabulati telefonici e i filmati delle telecamere della zona.
Per ora, entrambi gli arrestati sono in custodia a disposizione dell’autorità giudiziaria. La Procura di Bologna ha annunciato che nelle prossime ore saranno nuovamente ascoltati, per ricostruire i loro contatti e movimenti degli ultimi mesi.
