Porto Cervo, 4 febbraio 2026 – Gianluca Vacchi, imprenditore e personaggio noto sui social, dovrà presentarsi il 13 marzo davanti al giudice monocratico Marco Contu a Tempio Pausania. Dovrà rispondere alle accuse di abusi edilizi e violazione del vincolo idrogeologico nella sua villa di Porto Cervo, in Sardegna. La decisione di mandarlo a processo è arrivata al termine dell’udienza predibattimentale, con il coinvolgimento anche del progettista milanese Giovanni Faggioli e dell’impresario Giovanni Maria Filigheddu di Arzachena, come stabilito dalla giudice Federica Lunari.
Villa da 15 milioni sotto accusa
Al centro dell’inchiesta c’è la casa di Vacchi in Costa Smeralda, stimata intorno ai 15 milioni di euro. La villa, secondo i documenti, si estende su circa 1.200 metri quadri con altrettanti mille metri di terrazze, quindici camere, una discoteca interna, due lodge con suite e un campo da padel. Un vero e proprio complesso pensato per il massimo comfort, ma da mesi è sotto sequestro.
I lavori sono stati fermati a marzo 2023, quando i tecnici del Comune di Arzachena hanno notificato un’ordinanza di demolizione e ripristino per alcune parti dell’edificio considerate “oltre le cubature autorizzate”. In pratica, gli inquirenti ritengono che siano stati fatti ampliamenti non previsti dai permessi originali.
Il problema del vincolo idrogeologico
Oltre alle questioni legate all’urbanistica, la posizione della villa ha attirato l’attenzione del Corpo forestale regionale. L’area dove sorge l’abitazione – spiegano gli esperti – è a alto rischio idrogeologico, con possibili frane o smottamenti. Questo ha pesato molto nella decisione di mettere sotto sequestro la villa e sarà un punto chiave del processo.
Dalle prime ricostruzioni emerge che la zona è soggetta a severi vincoli ambientali per la sua conformazione naturale. “Non si tratta solo di cubature – ha detto una fonte vicina al Comune – ma anche della sicurezza del territorio”. Il rischio riguarda sia la stabilità del terreno sia la tutela del paesaggio lungo la costa.
La difesa: “Nessun abuso edilizio”
Gli avvocati di Vacchi hanno subito respinto le accuse: “Non c’è nessun abuso edilizio. L’edificio è conforme ai permessi”, si legge in una nota diffusa dopo il rinvio a giudizio. La difesa assicura di poter dimostrare in aula che tutto è stato fatto nel rispetto delle regole, e che eventuali differenze sono solo questioni tecniche di interpretazione.
Vacchi, che negli ultimi anni ha scelto Porto Cervo come base estiva, non ha rilasciato dichiarazioni pubbliche. Fonti vicine all’imprenditore raccontano che si sente “sereno” e fiducioso riguardo al processo.
Cosa succederà adesso
L’udienza del 13 marzo è solo il primo passo di un procedimento che potrebbe andare avanti per mesi. Il giudice Marco Contu dovrà valutare le prove presentate dalla procura e ascoltare i tecnici comunali, i forestali e tutte le parti coinvolte.
Nel frattempo, la villa resta sotto sequestro. L’ordinanza di demolizione e ripristino emessa dal Comune di Arzachena non è stata ancora eseguita, in attesa del verdetto. “Siamo in una fase delicata – ha detto un funzionario locale – ogni decisione dovrà tenere conto sia degli aspetti legali sia delle conseguenze sul territorio”.
La vicenda ha acceso il dibattito tra i residenti. C’è chi parla di “attenzione necessaria”, chi ricorda casi simili che hanno segnato la Costa Smeralda negli ultimi anni. Solo il processo potrà dire se le accuse di abusi edilizi e violazione dei vincoli ambientali saranno confermate. Intanto, Porto Cervo segue in silenzio la sorte della villa più discussa dell’isola.
