Il borseggio con il Pos: realtà o mito urbano?

Il borseggio con il Pos: realtà o mito urbano?

Il borseggio con il Pos: realtà o mito urbano?

Matteo Rigamonti

Febbraio 4, 2026

Milano, 4 febbraio 2026 – Il borseggio con il Pos, cioè il furto di denaro tramite un terminale di pagamento contactless avvicinato di nascosto alla tasca, torna sotto i riflettori dopo alcuni episodi segnalati tra Sorrento e San Giorgio a Cremano. Ma quanto è davvero concreto questo rischio? E soprattutto, come funziona questa tecnica che in molti considerano quasi una leggenda metropolitana?

Il borseggio con il Pos: come avviene davvero

Negli ultimi giorni sono emersi dettagli su come si svolgerebbe il furto con il Pos. In teoria, il meccanismo è semplice. Un complice distrae la vittima in un luogo affollato, come la stazione di Sorrento o la metropolitana di Napoli. Nel frattempo, un altro avvicina un Pos portatile alla tasca esterna del giubbotto o dei pantaloni. Se la carta di credito è abilitata ai pagamenti contactless e non protetta da metallo o altri oggetti, la transazione può andare a buon fine per somme fino a 50 euro, senza bisogno di inserire il Pin.

Un caso concreto arriva proprio da Sorrento: una donna è stata fermata con un Pos in borsa, sospettata di aver tentato il colpo. A San Giorgio a Cremano, invece, uno smartphone ha avvisato un commercialista di un pagamento da 50 euro effettuato tramite Pos, senza che lui se ne accorgesse. “Ho ricevuto la notifica dalla banca mentre ero in treno”, ha raccontato, ancora incredulo.

I limiti tecnici della truffa

Ma al di là di queste storie, gli esperti spiegano che il borseggio con il Pos è molto difficile da mettere in pratica. La tecnologia usata – lo standard internazionale Iso/Iec 14443 e la comunicazione Nfc (Near Field Communication) – richiede che la carta sia a meno di 4 centimetri dal terminale, senza ostacoli tra i due. Basta una moneta, una chiave o un’altra carta nello stesso portafogli per ridurre il segnale e bloccare la transazione.

“Serve una precisione quasi chirurgica”, spiega un tecnico informatico milanese. “Molti portafogli hanno già una schermatura metallica e le carte più recenti sono progettate per ridurre questi rischi”. In pratica, chi tiene la carta in una tasca interna o in un portadocumenti schermato è già protetto.

Banche e sistemi di sicurezza: un muro contro le frodi

Un altro fattore che rende il rischio basso sono i sistemi di sicurezza delle banche. Ogni pagamento fatto con il Pos viene registrato e collegato a un conto identificabile. In caso di truffa, il titolare può chiedere il rimborso e bloccare la carta. “Le transazioni sospette vengono spesso segnalate subito”, ricorda un funzionario di banca a Milano. “E i Pos possono essere acquistati solo da esercenti registrati”.

Per smartphone e smartwatch la sicurezza è ancora maggiore: per pagare serve l’autenticazione biometrica – volto o impronta digitale – non basta avvicinare il dispositivo al terminale. Solo alcuni vecchi modelli di Google Wallet permettevano di pagare senza sbloccare lo schermo, ma quella funzione è stata eliminata da tempo.

Tra mito e realtà: cosa c’è di vero

Nonostante qualche episodio, spesso difficile da verificare, la maggior parte degli esperti vede il borseggio con il Pos più come una leggenda metropolitana che una vera minaccia. “È molto più facile cadere in una truffa online cliccando su un link sbagliato che perdere soldi così”, ammette un investigatore della polizia postale.

Certo, in Italia si trovano portafogli schermati, ma secondo chi lavora nel settore non sono indispensabili. “Basta un po’ di attenzione: tenere le carte nelle tasche interne e controllare le notifiche della banca”, consiglia un esperto di sicurezza informatica.

Come difendersi davvero

In sostanza, il rischio di un furto con il Pos c’è solo in casi molto particolari: carta non schermata, tasca esterna facilmente accessibile e nessun ostacolo tra carta e terminale. Una combinazione che nella vita di tutti i giorni capita raramente. Ma la paura rimane. “Meglio stare attenti”, dice una signora davanti a una banca in corso Buenos Aires a Milano. “Io tengo sempre le carte nel portafogli chiuso e controllo ogni spesa”.

Il suggerimento degli esperti è chiaro: restare vigili, ma senza farsi prendere dal panico. La tecnologia contactless è sicura se usata con un po’ di buon senso. E per ora, i casi di borseggio con il Pos restano più una curiosità da cronaca che un’emergenza nazionale.