Milano, 4 febbraio 2026 – Il prezzo del gas ha iniziato la settimana in rialzo, con le quotazioni che stamattina ad Amsterdam sono salite dell’1,66%, arrivando a 33,42 euro al megawattora. Dietro questo movimento, secondo gli operatori, ci sono sia le tensioni geopolitiche tra Iran e Stati Uniti sia l’incertezza legata al meteo in Europa.
Mercati in allerta per le tensioni internazionali
La mattinata sui mercati energetici europei è partita con prudenza. Gli scambi sono cominciati poco dopo le 8:30, e subito si sono visti segnali di rialzo sul TTF di Amsterdam, il punto di riferimento per il prezzo del gas naturale in Europa. Gli esperti – come quelli di Refinitiv – spiegano che la crescita dei prezzi è soprattutto frutto dell’incertezza politica. “La situazione tra Iran e Stati Uniti è molto delicata, ogni nuova notizia può far muovere i mercati in fretta”, ha raccontato un trader milanese che segue da vicino il settore.
Il clima tiene banco: inverno incerto, domanda a rischio
Non è solo la geopolitica a spingere i prezzi. Anche il tempo gioca un ruolo importante. In queste settimane, l’Europa sta vivendo un inverno più mite del solito, ma le previsioni per febbraio sono incerte. “Se dovessero arrivare ondate di freddo improvvise, la domanda di gas potrebbe schizzare in alto”, ha spiegato un portavoce del Gestore dei Mercati Energetici italiano. Al momento, però, le scorte nei principali magazzini europei restano alte: secondo Gas Infrastructure Europe, le riserve sono ancora sopra l’80% della capacità.
Bollette e imprese: cosa cambia per consumatori e industria
L’aumento dei prezzi ad Amsterdam si riflette nelle attese per le bollette in Italia. Le associazioni dei consumatori, come Altroconsumo, hanno già lanciato l’allarme: “Ogni variazione sui mercati internazionali può tradursi in rincari per le famiglie”, ha ricordato ieri il portavoce dell’associazione. Per ora, però, le tariffe domestiche non mostrano ancora effetti immediati. Le imprese energivore – dal settore chimico a quello siderurgico – osservano con attenzione l’andamento dei prezzi. “Un rialzo prolungato potrebbe mettere a dura prova la nostra competitività”, ha ammesso un dirigente di Confindustria Energia.
Prezzi in calo rispetto al 2025, ma resta la volatilità
Rispetto a un anno fa, il prezzo del gas è comunque più contenuto. Nel febbraio 2025 le quotazioni avevano superato i 50 euro al megawattora, spinte dalle tensioni tra Russia e Ucraina e dai problemi di approvvigionamento. Oggi la situazione sembra più stabile, anche grazie all’aumento delle forniture di GNL dagli Stati Uniti e dal Qatar. Tuttavia, la volatilità resta alta. “Basta una notizia negativa dal Medio Oriente per far cambiare tutto in fretta”, ha confidato un analista di Borsa Italiana.
La Commissione europea e le strategie per il futuro
Sul fronte politico, la Commissione europea segue da vicino l’andamento dei prezzi e la sicurezza delle forniture. Nei giorni scorsi, la commissaria all’Energia Kadri Simson ha sottolineato l’importanza di rafforzare la collaborazione tra Stati membri per evitare nuove crisi. “Diversificare le fonti di energia è fondamentale”, ha detto Simson a Bruxelles. Nel frattempo, i governi nazionali stanno valutando nuove misure per proteggere famiglie e imprese da possibili shock futuri.
Uno scenario da tenere d’occhio
Il rialzo di questa mattina ad Amsterdam, seppur contenuto, mette in luce la fragilità degli equilibri energetici europei. Tra tensioni internazionali e variabili climatiche, il prezzo del gas resta sotto osservazione. Gli operatori invitano a non abbassare la guardia: “Serve flessibilità e prontezza a cambiare rotta”, ha concluso un trader londinese. Per ora il mercato regge, ma basta poco per farlo virare.
