Italia conquista il primato mondiale: Ismea rivela che siamo i leader nell’export di mele, superando Usa e Cina

Italia conquista il primato mondiale: Ismea rivela che siamo i leader nell'export di mele, superando Usa e Cina

Italia conquista il primato mondiale: Ismea rivela che siamo i leader nell'export di mele, superando Usa e Cina

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Trento, 4 febbraio 2026 – L’Italia si prende la vetta nel mondo nell’export di mele, superando Stati Uniti e Cina per valore delle esportazioni nella campagna 2025. Lo rivela l’ultimo report di Ismea, che mostra un settore in piena forma. Con quasi il 16% del commercio globale, il comparto frutticolo italiano resta un pilastro, grazie a una produzione solida e a una qualità definita “ottima” dagli addetti ai lavori.

Italia al top nell’export di mele: i numeri che contano

I dati di Ismea parlano chiaro: nel 2025 l’Italia ha raccolto 2,3 milioni di tonnellate di mele, una quantità stabile rispetto al 2024 e del 5% sopra la media degli ultimi tre anni. Il cuore della produzione rimane il Trentino-Alto Adige, con vasti meleti tra Bolzano e la Val di Non, ma anche Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna giocano un ruolo importante. “La qualità è davvero alta quest’anno, il clima ha aiutato una maturazione regolare”, racconta Paolo Bruni, presidente di CSO Italy.

Golden Delicious guida, ma cresce la voglia di novità

La Golden Delicious resta la regina incontrastata dei meleti italiani: è la varietà più coltivata e venduta. Dietro, le mele Gala conquistano sempre più mercati esteri, seguite da Granny Smith, Fuji e Red Delicious. Negli ultimi anni però, hanno preso piede nuove varietà che ora superano le 300mila tonnellate. È un segnale chiaro: la filiera punta a innovare e a offrire più scelta per i consumatori. “Abbiamo investito molto in nuove varietà”, spiega un produttore della Val Venosta, “perché chi compra cerca gusti diversi e prodotti più sostenibili”.

Export da record: più di un miliardo di euro di saldo commerciale

Il dato più sorprendente arriva dall’export: nella campagna 2024/25, l’Italia ha spedito oltre 1,06 miliardi di chili di mele, con un saldo commerciale che supera i 1,146 miliardi di euro. Rispetto alla stagione precedente, si registra un balzo del 19% in valore e del 24% in quantità. I mercati principali restano Germania, Regno Unito e Paesi Scandinavi, ma cresce anche la domanda dal Medio Oriente e dal Nord Africa. “Il nostro prodotto è apprezzato per freschezza e tracciabilità”, sottolinea Silvia Zucchi, responsabile export di una cooperativa emiliana.

Dietro il successo, investimenti pubblici e privati

Dietro questi risultati ci sono le aziende agricole e le Organizzazioni dei Produttori, ma anche il supporto dello Stato. Il Ministero dell’Agricoltura (Masaf) sostiene il settore con contratti di filiera, finanziati in gran parte dal Pnrr. Solo sull’ortofrutta sono stati messi in campo oltre 563 milioni di euro, a fronte di investimenti totali che sfiorano gli 893 milioni. A questo si aggiunge il contributo della Politica Agricola Comune (Pac), che garantisce stabilità e competitività.

Le sfide del futuro: concorrenza e clima

Nonostante i risultati positivi, qualche ombra resta: la concorrenza internazionale si fa sempre più agguerrita e i cambiamenti climatici spingono a nuove scelte in campo. “Dobbiamo continuare a investire in innovazione e promozione”, ammette il presidente dell’Associazione Italiana Frutticoltori, “solo così manterremo la leadership”. Intanto, nei mercati di Milano e Roma le cassette di mele italiane dominano i banchi: un segno chiaro che questa filiera, dal campo alla tavola, è ancora uno dei motori dell’agroalimentare italiano.