New York, 4 febbraio 2026 – Nuove mail sugli “Epstein Files” fanno luce sui legami tra Jeffrey Epstein e Noam Chomsky, il celebre linguista e filosofo. Rapporti noti da tempo, ma ora confermati da uno scambio privato risalente a febbraio 2019. In quei giorni, con le accuse di traffico sessuale di minori ormai sotto i riflettori, Chomsky avrebbe consigliato all’amico di non rispondere, di evitare qualsiasi reazione pubblica.
Le mail del 2019: Chomsky suggerisce a Epstein di tacere
Il 23 febbraio 2019, secondo i documenti appena diffusi, Epstein invia all’avvocato Matthew Hiltzik – fondatore della Hiltzik Strategies – una mail intitolata “Thoughts from Chomsky”. Nel testo, attribuito al filosofo, arriva un’indicazione chiara: “Non rispondere”. Chomsky osserva il modo “orribile” in cui Epstein viene trattato da stampa e opinione pubblica. La strategia? Restare muti, non dare alcun appiglio ai nemici.
Nel messaggio si legge che rispondere rischierebbe solo di scatenare nuove accuse. “Gli avvoltoi vogliono a tutti i costi una risposta pubblica”, scrive Chomsky. “Una difesa razionale è impossibile una volta lanciata l’accusa”. Per il filosofo, replicare significherebbe solo aprire la porta a ulteriori polemiche, senza alcuna reale possibilità di difendersi.
Il clima del 2019 e un paragone forte
La mail contiene anche un passaggio che ha fatto discutere. Chomsky descrive il 2019 come un periodo di vera “isteria” sugli abusi contro le donne, dove mettere in dubbio un’accusa era diventato “un crimine peggiore dell’omicidio”. Un’immagine che racconta la tensione sociale di quei mesi, segnati dal movimento #MeToo e da una crescente attenzione verso le denunce di violenze.
Il linguista arriva a paragonare la situazione all’impossibilità di dimostrare di non essere uno “stupratore” o un “neonazista”, a prescindere dai fatti. Secondo lui, l’unica strada è tenersi in disparte e parlare solo se strettamente necessario. Epstein sembra aver seguito questo consiglio, come mostra la risposta breve di Hiltzik: “Penso sia saggio”.
Rapporti personali e incontri riservati
Le nuove rivelazioni confermano che Chomsky non era un semplice conoscente di Epstein. Già a dicembre era emersa una foto che li ritraeva insieme su un jet privato. Ora spunta un’altra mail, datata 6 ottobre 2018, che dimostra come i loro rapporti fossero ben più stretti. In quel messaggio, Chomsky si dice felice di un prossimo incontro con Epstein e Steve Bannon, ex stratega della Casa Bianca. Il tono è informale, quasi confidenziale. Segno di una frequentazione consolidata.
Fonti vicine all’inchiesta sottolineano che questi scambi rafforzano l’idea di una rete di rapporti che andava oltre la semplice conoscenza. Epstein, noto per le sue amicizie con politici e accademici di alto livello, avrebbe trovato in Chomsky un interlocutore attento e coinvolto.
Reazioni e polemiche nel dibattito pubblico
La pubblicazione delle mail ha scatenato reazioni contrastanti tra accademici e politici. C’è chi vede nel consiglio di Chomsky una sfiducia verso i processi mediatici e la pressione dell’opinione pubblica. Altri invece criticano il tono delle sue parole, ritenendolo distante dalle sofferenze delle vittime.
“Non mi sorprende che Chomsky abbia scelto la via del silenzio”, dice un docente della New York University, che preferisce restare anonimo. “Ma il paragone con accuse come lo stupro o il neonazismo rischia di sminuire la gravità dei fatti”.
Intanto, il dibattito sui legami tra intellettuali e figure controverse come Epstein torna d’attualità. Queste nuove rivelazioni aprono dubbi sulla trasparenza e sulle responsabilità morali di chi sta in prima linea nella scena pubblica americana.
Un quadro ancora da chiarire
Resta da capire quanto questi scambi abbiano influenzato le scelte comunicative di Epstein nei mesi successivi. Le prime ricostruzioni indicano che l’imprenditore ha effettivamente limitato al minimo le dichiarazioni pubbliche dopo febbraio 2019. La vicenda conferma quanto sia difficile separare la sfera privata da quella pubblica, soprattutto in scandali che coinvolgono personaggi noti.
Le indagini sugli Epstein Files vanno avanti. E mentre emergono nuovi dettagli sui rapporti tra l’ex finanziere e il mondo accademico, resta aperta la domanda su quanto queste connessioni abbiano protetto – o influenzato – la sua posizione fino al tragico epilogo dell’agosto 2019.
