Netflix si batte in Congresso per difendere l’acquisizione di Warner

Netflix si batte in Congresso per difendere l'acquisizione di Warner

Netflix si batte in Congresso per difendere l'acquisizione di Warner

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Los Angeles, 4 febbraio 2026 – Netflix si è presentata ieri davanti al Congresso degli Stati Uniti per difendere la sua proposta di comprare Warner Bros Discovery. L’audizione, tenutasi nel pomeriggio a Washington, ha visto il co-amministratore delegato Ted Sarandos rispondere alle domande dei senatori, molti dei quali hanno sollevato dubbi sul rischio di un eccessivo potere concentrato nel mondo dell’intrattenimento. “Stiamo acquisendo una società con asset che noi non abbiamo”, ha detto Sarandos, spiegando che questa operazione è un’occasione per rafforzare l’industria americana dei contenuti.

Netflix punta a Warner Bros: una sfida da 70 miliardi

La proposta, annunciata a metà gennaio, prevede che Netflix prenda il controllo di Warner Bros Discovery con un investimento che si aggira intorno ai 70 miliardi di dollari, secondo fonti vicine all’affare. Se l’operazione otterrà il via libera delle autorità antitrust, nascerà un gigante capace di sfidare colossi come Disney e Amazon a livello globale. “Continueremo a investire in Warner Bros e a far crescere l’industria americana dell’intrattenimento”, ha promesso Sarandos di fronte alla commissione del Senato. L’udienza, durata più di due ore nella sala Dirksen, ha visto anche la partecipazione di sindacati e produttori indipendenti.

Antitrust in allerta: il Congresso non abbassa la guardia

I senatori hanno mostrato preoccupazione per il rischio che Netflix possa assumere una posizione dominante, specie considerando i suoi oltre 260 milioni di abbonati in tutto il mondo. La senatrice democratica Amy Klobuchar ha chiesto garanzie sulla concorrenza e sulla protezione dei piccoli produttori. “Non vogliamo un mercato dominato da pochi grandi giocatori”, ha detto la senatrice del Minnesota. Sarandos ha risposto che “l’acquisizione non ridurrà la varietà di contenuti” e che “la competizione resta viva e forte”. Secondo la società di consulenza Ampere Analysis, dopo la fusione il nuovo gruppo controllerebbe circa il 38% del mercato dello streaming negli Stati Uniti.

Sceneggiatori e produttori sotto i riflettori

Non si parla solo di numeri e quote di mercato. Al centro del confronto c’è anche il futuro degli sceneggiatori e dei produttori coinvolti nelle due aziende. Dopo gli scioperi che hanno bloccato Hollywood nel 2023, le condizioni di lavoro restano un tema delicato. “Devono sapere che qualcuno si preoccupa di loro. E noi lo facciamo”, ha detto Sarandos, rivolgendosi direttamente agli addetti ai lavori. Ma queste parole hanno suscitato scetticismo tra alcuni membri della Writers Guild of America presenti in sala. “Vogliamo vedere fatti, non solo parole”, ha commentato a margine la sceneggiatrice Lisa Joy.

Il cammino verso l’ok definitivo

La strada per l’approvazione della fusione tra Netflix e Warner Bros Discovery è appena iniziata. Ora tocca alla Federal Trade Commission capire se l’accordo rispetta le regole sulla concorrenza. Fonti vicine al dossier non escludono che vengano chiesti tagli di asset o impegni precisi su investimenti e tutela dell’occupazione. Nel frattempo, i titoli delle due società hanno mostrato forti oscillazioni a Wall Street: ieri Netflix ha chiuso in calo del 2%, mentre Warner Bros Discovery ha guadagnato l’1,5%.

Il mercato in corsa verso nuove alleanze

Questa acquisizione arriva in un momento di grande cambiamento per i media americani. Nell’ultimo anno sono aumentate fusioni e accordi tra piattaforme streaming, spinte dalla necessità di tagliare costi e ampliare l’offerta. Secondo uno studio di Variety, nel 2025 gli abbonamenti negli Stati Uniti sono calati del 7% rispetto all’anno prima. Una tendenza che spinge i grandi gruppi a cercare nuove alleanze. “Il pubblico vuole storie forti, disponibili ovunque”, ha ricordato Sarandos chiudendo l’audizione. La partita è ancora aperta: la decisione finale spetterà alle autorità federali, ma l’esito influenzerà tutto il mondo dell’intrattenimento.