Pe spinge sull’euro digitale: 47 emendamenti in arrivo per il voto di martedì

Pe spinge sull'euro digitale: 47 emendamenti in arrivo per il voto di martedì

Pe spinge sull'euro digitale: 47 emendamenti in arrivo per il voto di martedì

Matteo Rigamonti

Febbraio 4, 2026

Bruxelles, 4 febbraio 2026 – Al Parlamento europeo si apre oggi un nuovo capitolo sul futuro dell’euro digitale. Sono stati presentati 47 emendamenti che promettono di dare una scossa alla discussione sulla moneta elettronica. A guidare questa iniziativa è Pasquale Tridico (M5s), primo firmatario di un testo sostenuto da una larga maggioranza che comprende Ppe, S&D, Renew, Verdi e The Left. Il dibattito in aula è fissato per lunedì, con il voto che potrebbe arrivare già il giorno dopo. Un’accelerazione che, secondo fonti interne, vuole mettere pressione alla Banca centrale europea**.

Euro digitale, la sfida entra nel vivo

Gli emendamenti riguardano il rapporto annuale della Bce, il documento su cui il Parlamento discuterà direttamente con la presidente Christine Lagarde. L’euro digitale – una moneta elettronica creata dalla Bce per affiancare il contante, non per sostituirlo – è da tempo al centro dell’attenzione europea. “Vogliamo che sia uno strumento sicuro, facile da usare e che rispetti la privacy delle persone”, ha detto Tridico nel pomeriggio.

Da ambienti parlamentari filtra che le proposte toccano temi caldi come la protezione dei dati personali, la gratuità delle operazioni di base e il ruolo delle banche commerciali nel gestire questa nuova moneta. Un eurodeputato verde, che ha preferito restare anonimo, ha avvertito: “Non possiamo lasciare che l’euro digitale diventi uno strumento di esclusione o di controllo eccessivo”.

Un fronte ampio e un clima teso

Il sostegno ai 47 emendamenti arriva da gruppi politici che spesso si scontrano, ma qui si trovano d’accordo. Popolari, socialisti, liberali, ecologisti e sinistra radicale hanno trovato un terreno comune, segno che le questioni sociali e tecnologiche legate all’euro digitale sono sentite da tutti. “Sappiamo che questa moneta cambierà il modo in cui cittadini e imprese usano il denaro”, ha spiegato un funzionario del gruppo S&D.

La rapidità con cui si è fissato il voto, appena un giorno dopo la presentazione degli emendamenti, è anche il risultato della pressione di Stati membri e Bce. Christine Lagarde, che sarà in aula per rispondere alle domande, ha ribadito più volte che “l’euro digitale non toglierà il contante, ma servirà a rafforzare la sovranità europea, soprattutto contro le criptovalute”.

Privacy, inclusione e banche: i nodi da sciogliere

Tra i temi caldi dei 47 emendamenti c’è la tutela della privacy. “Non vogliamo che ogni transazione diventi un’occasione per controllare troppo da vicino le persone”, ha spiegato Tridico durante la commissione Affari economici. Si parla anche di garantire l’inclusione finanziaria, specialmente per chi è più in difficoltà, e di chiarire i ruoli tra Bce e banche private.

Non mancano le preoccupazioni per il sistema bancario tradizionale. Alcuni deputati del Ppe chiedono garanzie per evitare che l’euro digitale penalizzi le banche locali o le piccole imprese. “Serve equilibrio”, ha sottolineato un rappresentante di Renew, “così l’innovazione non diventi motivo di nuove disuguaglianze”.

Verso il voto decisivo

La discussione in aula di lunedì sarà seguita con attenzione anche fuori da Strasburgo. Il voto di martedì sugli emendamenti sarà un momento chiave nel cammino verso l’adozione dell’euro digitale. Se passerà, il Parlamento manderà un messaggio chiaro alla Bce e ai governi: avanti, ma con prudenza e senza rinvii.

“Il Parlamento vuole giocare un ruolo da protagonista in questa trasformazione”, ha detto Tridico. Solo allora si vedrà se l’Europa è pronta a fare il salto verso una moneta digitale pubblica, capace di convivere con il contante e di rispondere alle sfide delle nuove tecnologie finanziarie.