Salvini svela il retroscena: ‘Nessuna norma sulla Corte dei Conti nel dl Ponte’

Salvini svela il retroscena: 'Nessuna norma sulla Corte dei Conti nel dl Ponte'

Salvini svela il retroscena: 'Nessuna norma sulla Corte dei Conti nel dl Ponte'

Matteo Rigamonti

Febbraio 4, 2026

Roma, 4 febbraio 2026 – Il vicepremier Matteo Salvini ha preso la parola oggi alla Camera, durante una conferenza stampa convocata alle 12.30, per fare chiarezza sul decreto opere pubbliche che il governo dovrebbe discutere a breve in Consiglio dei ministri. Il ministro si è concentrato soprattutto sul Ponte sullo Stretto e sulle polemiche nate attorno ai poteri della Corte dei Conti. “Volevo confrontarmi con il presidente anche sul testo del decreto”, ha detto Salvini, riferendosi all’incontro di ieri pomeriggio al Quirinale con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Decreto opere pubbliche, il confronto con Mattarella

A Montecitorio l’atmosfera era quella delle grandi occasioni: giornalisti in attesa davanti alla sala stampa e collaboratori del ministro impegnati a rispondere alle domande su dettagli ancora coperti dal riserbo. Salvini, che guida il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, ha descritto l’incontro col Capo dello Stato come “franco e costruttivo”, precisando però che il testo finale del decreto sulle opere pubbliche non è ancora stato reso noto. “Ho voluto condividere con il presidente Mattarella alcuni passaggi chiave”, ha spiegato il leader della Lega, lasciando intendere che il dialogo si è concentrato soprattutto sulla questione del Ponte sullo Stretto di Messina.

Nessun taglio ai poteri della Corte dei Conti

Tra le domande più insistenti quella sulle voci di una norma nel decreto che avrebbe potuto ridurre i poteri della Corte dei Conti nei controlli sugli appalti. Salvini ha risposto senza giri di parole: “Non c’è mai stata nessuna norma che limitasse la Corte dei Conti. Non c’è niente da ritirare, perché quella norma non è mai esistita”. Una smentita netta, arrivata dopo giorni di indiscrezioni e polemiche sollevate dalle opposizioni e riprese da alcuni giornali. “È tutta una polemica nata da un equivoco”, ha aggiunto un collaboratore del ministro poco dopo la conferenza.

Il Ponte sullo Stretto torna a far discutere

Il Ponte sullo Stretto, da decenni al centro di accesi dibattiti politici e tecnici, torna così nel mirino del governo. Fonti vicine al ministero spiegano che la norma inserita nel decreto dovrebbe velocizzare alcune autorizzazioni e sbloccare fondi già messi in bilancio nel 2025. “L’obiettivo – ha detto Salvini – è finalmente dare un segnale concreto a un’opera che aspettiamo da generazioni”. Il ministro ha evitato di entrare nei dettagli economici, ma ha assicurato che “le risorse ci sono” e che “il cronoprogramma sarà rispettato”.

Reazioni politiche e attesa per il via libera

Nel frattempo, le opposizioni chiedono più trasparenza sul decreto. Chiara Braga, capogruppo del Partito Democratico alla Camera, ha dichiarato: “Vogliamo leggere il testo prima dell’approvazione, soprattutto per capire come saranno garantiti i controlli”. Anche il Movimento 5 Stelle, con il deputato Stefano Buffagni, ha espresso dubbi: “Serve chiarezza su ogni passaggio legato ai grandi appalti pubblici”. Dal governo, invece, arriva un cauto ottimismo: fonti di Palazzo Chigi fanno sapere che il Consiglio dei ministri dovrebbe approvare il decreto già in serata.

Investimenti e controlli, il quadro più ampio

Il tema degli investimenti nelle infrastrutture resta al centro dell’agenda del governo guidato da Giorgia Meloni. Solo nel 2025, secondo i dati del Ministero dell’Economia, sono previsti oltre 15 miliardi di euro per opere pubbliche strategiche. La discussione sui controlli della Corte dei Conti si inserisce in un quadro più ampio di riforma sugli appalti, dopo le modifiche al Codice degli Appalti entrate in vigore lo scorso anno. “La trasparenza è e resta una priorità”, ha ribadito Salvini ai giornalisti.

Cosa succede ora: occhi puntati sul Consiglio dei ministri

Adesso l’attenzione si sposta sul Consiglio dei ministri convocato per le 18 a Palazzo Chigi. Solo allora si potrà leggere il testo definitivo del decreto opere pubbliche e capire se le rassicurazioni di Salvini troveranno conferma. Intanto, tra i corridoi della Camera si respira un clima di attesa: la partita sulle grandi infrastrutture è appena cominciata.