Tajani rivela: sventati cyberattacchi russi contro ambasciate e hotel a Cortina

Tajani rivela: sventati cyberattacchi russi contro ambasciate e hotel a Cortina

Tajani rivela: sventati cyberattacchi russi contro ambasciate e hotel a Cortina

Matteo Rigamonti

Febbraio 4, 2026

Roma, 4 febbraio 2026 – Nelle ultime settimane sono stati bloccati una serie di cyberattacchi mirati contro diverse sedi del Ministero degli Esteri, compresa quella di Washington, e contro alcuni siti legati alle prossime Olimpiadi invernali, in particolare gli alberghi di Cortina. A dare la notizia, questa mattina, è stato il ministro degli Esteri Antonio Tajani durante un incontro con la stampa a Palazzo della Farnesina, parlando di “azioni di matrice russa”.

Cyberattacchi sventati: cosa è successo

Secondo quanto riferito da Tajani, i tentativi di intrusione informatica sono stati scoperti tra fine gennaio e i primi giorni di febbraio. Gli attacchi, ha spiegato il ministro, “hanno preso di mira sia le nostre ambasciate all’estero, a partire da Washington, sia infrastrutture sensibili legate ai Giochi olimpici invernali”. In particolare, si sarebbero tentati accessi non autorizzati ai sistemi di diversi alberghi di Cortina d’Ampezzo, la località che ospiterà alcune gare principali.

Fonti della Farnesina confermano che i sistemi di sicurezza hanno rilevato “anomalie nei flussi di dati” nella notte tra il 28 e il 29 gennaio. Solo dopo una verifica con l’Agenzia per la cybersicurezza nazionale è stato possibile risalire agli attacchi, attribuendoli a gruppi legati alla Russia. “Abbiamo reagito subito – ha detto Tajani – e grazie alla collaborazione con i nostri esperti e le autorità americane, nessun dato sensibile è stato compromesso”.

Obiettivi sotto tiro: ambasciate e Olimpiadi

Gli attacchi sembrano puntare soprattutto a ottenere informazioni riservate sulle attività diplomatiche italiane negli Stati Uniti e a raccogliere dati logistici legati all’organizzazione delle Olimpiadi. “Non è solo spionaggio tradizionale – ha spiegato un funzionario del Ministero – ma anche un tentativo di sabotare le infrastrutture digitali che gestiranno l’accoglienza di atleti e ospiti a Cortina”.

Gli alberghi sono finiti nel mirino non a caso. Gli esperti ipotizzano che gli hacker volessero mettere le mani su dati sugli ospiti internazionali o compromettere sistemi di prenotazione e sicurezza. “Abbiamo rafforzato i controlli – ha aggiunto il funzionario – e stiamo lavorando con la polizia postale per tenere d’occhio eventuali nuove minacce”.

La pista russa e il quadro internazionale

Il riferimento diretto alla matrice russa arriva in un momento delicato per i rapporti tra Italia e Russia. Negli ultimi mesi, diversi Paesi europei hanno segnalato un aumento delle azioni di cyber-spionaggio riconducibili a gruppi legati a Mosca. Secondo un rapporto dell’ENISA (Agenzia europea per la cybersicurezza), nel 2025 i tentativi di intrusione contro enti pubblici e privati in Europa sono cresciuti del 30%.

“Non possiamo abbassare la guardia”, ha ribadito Tajani, sottolineando che “la sicurezza digitale è ormai una priorità nazionale”. Il ministro ha anche ringraziato le autorità statunitensi per il supporto nelle indagini: “Il lavoro di squadra a livello internazionale è fondamentale per evitare attacchi che mettono a rischio non solo i dati, ma anche la reputazione del nostro Paese”.

Le reazioni e le contromisure

La notizia degli attacchi bloccati ha scatenato reazioni immediate, sia in politica che nel settore turistico. Il sindaco di Cortina, Gianpietro Ghedina, ha detto: “Siamo in stretto contatto con le forze dell’ordine e con gli organizzatori delle Olimpiadi per garantire la massima sicurezza agli ospiti”. Anche il presidente del CONI, Giovanni Malagò, si è mostrato fiducioso: “Proteggere dati e infrastrutture è una priorità assoluta in vista dei Giochi”.

Intanto, il Ministero degli Esteri ha avviato una revisione dei protocolli di sicurezza informatica per tutte le sedi diplomatiche e per le strutture coinvolte nelle Olimpiadi. “Stiamo investendo molto nella formazione del personale e nell’aggiornamento dei sistemi”, ha spiegato un portavoce della Farnesina.

Un campanello d’allarme per la sicurezza digitale italiana

L’episodio, pur non avendo causato danni concreti, è un chiaro segnale di allarme per la sicurezza digitale italiana. Gli esperti ricordano che la crescente visibilità internazionale del Paese – tra eventi sportivi e impegni diplomatici – richiede un continuo rafforzamento delle difese informatiche.

“Questi attacchi mostrano che nessuno può sentirsi al sicuro”, ha commentato un analista della società Swascan. Ma solo un lavoro coordinato tra istituzioni, aziende e cittadini potrà davvero proteggere da minacce sempre più sofisticate.