Ubs raggiunge un record di 7,8 miliardi di dollari di utile netto nel 2025

Ubs raggiunge un record di 7,8 miliardi di dollari di utile netto nel 2025

Ubs raggiunge un record di 7,8 miliardi di dollari di utile netto nel 2025

Giada Liguori

Febbraio 4, 2026

Zurigo, 4 febbraio 2026 – UBS chiude il 2025 con un utile netto da record: 7,8 miliardi di dollari, pari a 6,59 miliardi di euro, in crescita del 53% rispetto all’anno precedente. Solo negli ultimi tre mesi dello scorso anno, la banca svizzera ha messo a segno un utile netto di 1,2 miliardi di dollari (1,01 miliardi di euro), segnando un balzo del 56% su base annua. Un risultato che, secondo il gruppo, dimostra la capacità di muoversi con agilità in un mercato ancora incerto e volatile.

Patrimonio investito sopra i 7.000 miliardi: un traguardo storico

Tra ottobre e dicembre, il patrimonio gestito da UBS ha superato per la prima volta i 7.000 miliardi di dollari, segnando un aumento del 15% rispetto allo stesso periodo del 2024. Il dato, annunciato questa mattina dalla sede di Paradeplatz, è frutto di un mix di mercati finanziari in ripresa, fluttuazioni valutarie e soprattutto nuovi flussi di capitale in entrata. A fare la parte del leone è stato il settore del global wealth management, che nel corso dell’anno ha raccolto 101 miliardi di dollari, con una crescita annua del 2,4%. Gli afflussi più consistenti sono arrivati da Asia-Pacifico, Europa, Medio Oriente e Svizzera, mentre nelle Americhe si sono registrati deflussi, senza però intaccare il bilancio complessivo.

Asset management in crescita, ricavi in salita

Nel campo dell’asset management, UBS ha messo a segno una raccolta netta di 30,4 miliardi di dollari nel 2025, con un aumento dell’1,7% rispetto all’anno precedente. Gli investitori, sia istituzionali che privati, hanno puntato su tutte le principali classi di attivi, segno – dicono fonti interne – di una fiducia crescente nella strategia della banca. I ricavi del quarto trimestre sono saliti del 4% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso, confermando una tendenza positiva che dura ormai da mesi.

Dividendo in crescita e buyback da 3 miliardi

Per l’anno appena concluso, il consiglio di amministrazione proporrà agli azionisti un dividendo di 1,10 dollari per azione, un aumento del 22% rispetto al 2024. La proposta sarà discussa nell’assemblea generale del 15 aprile a Zurigo. Ma non è tutto: UBS punta a un ulteriore aumento del dividendo nel 2026, di circa il 15%, e ha annunciato un programma di riacquisto di azioni proprie per 3 miliardi di dollari. Un segnale chiaro: la banca vuole rafforzare la remunerazione degli azionisti in un mercato sempre più competitivo.

Le parole di Ermotti sull’integrazione con Credit Suisse

“La solidità del nostro gruppo globale e diversificato ha sostenuto un 2025 di grande successo”, ha detto il ceo Sergio Ermotti in una nota diffusa poco dopo le 8.30. Ermotti ha sottolineato come la banca sia riuscita a supportare i clienti in un mercato tutt’altro che semplice, grazie a una presenza internazionale ormai ben consolidata. “Abbiamo fatto passi avanti importanti in una delle fusioni più complesse nella storia bancaria”, ha aggiunto, riferendosi all’integrazione con Credit Suisse partita nel 2023. Un percorso che, ha precisato, va avanti nonostante le incertezze normative ancora presenti in Svizzera.

Il 2026 tra sfide e incognite

Guardando avanti, UBS si prepara a un 2026 che si preannuncia pieno di variabili difficili da prevedere. Gli analisti – da Vontobel a Credit Suisse – evidenziano come la banca abbia mostrato una capacità di adattamento superiore alla media europea. Tuttavia, restano alcune sfide sul tavolo: dalla gestione dei rischi legati ai tassi di interesse alle pressioni normative, sia in Svizzera che all’estero. Per ora, però, i numeri premiano la strategia guidata da Ermotti: “La priorità resta creare valore duraturo per clienti e azionisti”, ha ribadito il ceo nella conference call con gli investitori alle 10.45.

Sui mercati europei, a partire da Piazza Affari, il titolo UBS ha aperto in rialzo dello 0,8%, un segnale positivo che, almeno nelle prime ore, sembra confermare la fiducia nonostante le turbolenze globali.