Argentina e Stati Uniti: alleanza strategica per i minerali critici

Argentina e Stati Uniti: alleanza strategica per i minerali critici

Argentina e Stati Uniti: alleanza strategica per i minerali critici

Giada Liguori

Febbraio 5, 2026

Washington, 5 febbraio 2026 – Ieri a Washington, Argentina e Stati Uniti hanno siglato un nuovo accordo sui minerali critici. La firma è avvenuta durante il vertice globale organizzato dalla Casa Bianca, con l’obiettivo di rafforzare la collaborazione nell’estrazione e nella lavorazione di risorse strategiche. L’intesa, definita come uno “strumento quadro per rafforzare l’offerta”, porta la firma del ministro degli Esteri argentino Pablo Quirno e del sottosegretario di Stato americano Christopher Landau.

Minerali critici, un’intesa per il futuro

La Cancelleria argentina ha spiegato che l’accordo vuole creare catene di valore più solide e diversificate, stimolare investimenti a lungo termine e rispondere alla domanda globale in crescita legata alle tecnologie avanzate. In pratica, la collaborazione punta a rafforzare il ruolo di Argentina e Stati Uniti nel mercato dei minerali critici come litio e rame. Questi materiali sono essenziali per batterie, veicoli elettrici e dispositivi elettronici.

Il documento è stato firmato nel pomeriggio in una sala riservata del Dipartimento di Stato. Prevede la creazione di tavoli tecnici congiunti e di un osservatorio bilaterale per seguire i progetti in corso. Al momento, non sono stati resi noti numeri sugli investimenti. Ma fonti diplomatiche parlano di “un primo passo concreto” verso una collaborazione più strutturata.

Argentina, un pezzo chiave nel mercato globale

Durante la cerimonia, il segretario di Stato americano Marco Rubio, che ha ospitato l’incontro, ha sottolineato – citato da La Nación – che “l’Argentina giocherà un ruolo chiave per il mondo” nel settore dei minerali critici. “Le risorse, la geologia e l’esperienza del Paese nella lavorazione rappresentano un vantaggio competitivo”, ha detto Rubio davanti ai delegati.

L’Argentina è uno dei maggiori produttori mondiali di litio, soprattutto nelle province di Catamarca, Salta e Jujuy. Negli ultimi anni, il governo di Buenos Aires ha puntato a richiamare investimenti esteri con riforme e incentivi fiscali. “Vogliamo essere un partner affidabile per diversificare le catene di approvvigionamento”, ha ribadito Quirno, ricordando il recente pacchetto di misure varato dall’esecutivo guidato da Javier Milei.

Geopolitica e prospettive in gioco

L’accordo arriva in un momento in cui la domanda di minerali critici sta crescendo molto, spinta dalla transizione energetica e dall’espansione delle tecnologie digitali. Stati Uniti e Unione Europea cercano da tempo di ridurre la loro dipendenza dalle forniture cinesi, soprattutto per il litio e le “terre rare”. In questo scenario, l’Argentina si propone come alternativa affidabile per garantire forniture sicure e trasparenti.

Fonti diplomatiche statunitensi raccontano che l’intesa potrebbe aprire la strada a nuovi investimenti congiunti anche nella ricerca e nello sviluppo tecnologico. “Non si tratta solo di estrarre materie prime – ha spiegato un funzionario americano a margine del vertice – ma di costruire filiere integrate che valorizzino il know-how locale”.

Reazioni e cosa aspettarsi

In Argentina le reazioni sono state prudentemente positive. Alcuni esperti economici sottolineano che la vera sfida sarà trasformare l’accordo in progetti concreti sul territorio. “Serve chiarezza sulle regole e tempi certi per le autorizzazioni”, ha commentato un rappresentante della Camera Mineraria argentina. Dall’altra parte, negli Stati Uniti l’intesa è vista come un pezzo importante nella strategia di sicurezza nazionale sulle materie prime.

I prossimi mesi saranno decisivi per capire se il memorandum si tradurrà in risultati concreti. Nel frattempo, il governo argentino punta a rafforzare la propria posizione nei mercati internazionali dei minerali critici, mentre Washington guarda con attenzione alle opportunità che arrivano dal Sudamerica. Una partita che si gioca tra diplomazia, investimenti e nuove tecnologie.