Argento in calo: come i metalli possono ridurre le perdite finanziarie

Argento in calo: come i metalli possono ridurre le perdite finanziarie

Argento in calo: come i metalli possono ridurre le perdite finanziarie

Giada Liguori

Febbraio 5, 2026

Milano, 5 febbraio 2026 – I mercati delle materie prime hanno vissuto una notte turbolenta, con oro e argento che, dopo una brusca caduta, provano a riprendersi un po’. Stamattina, il prezzo spot dell’oro si è fermato a 4.925 dollari l’oncia, ancora in calo dello 0,8% rispetto alla chiusura di ieri. L’argento ha subito un colpo più pesante: secondo gli operatori, il contratto di marzo è arrivato a perdere fino al 17%, ma ora limita i danni a un meno 7,8%, scambiando intorno ai 78 dollari.

Oro e argento in bilico dopo la tempesta di vendite

Il forte movimento sui prezzi dei metalli preziosi ha sorpreso molti addetti ai lavori. “C’è stata una pressione improvvisa di vendite, probabilmente dovuta a prese di profitto e a qualche movimento speculativo”, spiega un trader londinese che preferisce restare anonimo. Solo con l’apertura dei mercati europei si è visto qualche segnale di ripresa. Ma sia l’oro che l’argento sono ancora lontani dai livelli di inizio settimana.

I dati di Bloomberg alle 10:30 confermano che l’oro resta sotto la soglia psicologica dei 5.000 dollari l’oncia. L’argento, dopo aver toccato minimi che non si vedevano da mesi, cerca di stabilizzarsi ma resta sotto pressione. “Il clima tra gli investitori è fragile”, riconosce un analista di Société Générale. “Molti stanno rivedendo le loro posizioni, in attesa di capire cosa dirà la Federal Reserve”.

Calo anche per rame e platino: la fotografia delle materie prime

Non sono solo i metalli preziosi a soffrire. Anche il rame ha perso lo 0,6%, mentre il platino ha ceduto addirittura il 6%. Secondo gli operatori di Piazza Affari, questi movimenti riflettono la volatilità globale e i dubbi sulla domanda industriale. “Il rame è spesso visto come un termometro dell’economia reale”, commenta un gestore milanese. “Quando scende così velocemente, vuol dire che ci sono preoccupazioni sulla crescita”.

Il platino, usato soprattutto nell’auto e nella gioielleria, ha risentito delle vendite diffuse. “Non c’è stato un evento specifico dietro questo calo”, spiega un broker di Francoforte. “Piuttosto, una serie di fattori: dollaro forte, dati economici deboli dalla Cina e qualche presa di profitto dopo i rialzi recenti”.

Le reazioni sul mercato e cosa aspettarsi

Questa mattina, diversi operatori hanno provato a interpretare quanto successo nelle ultime ore. “Non è la prima volta che vediamo movimenti così forti in poco tempo”, racconta un trader romano. “Ma questa volta la velocità del calo ha sorpreso molti”. Alcuni investitori istituzionali hanno scelto di restare in disparte, aspettando di capire se si tratta solo di una correzione tecnica o dell’inizio di qualcosa di più complicato.

Il futuro resta incerto. Gli analisti di Morgan Stanley avvertono che “la volatilità potrebbe continuare nei prossimi giorni”, soprattutto in vista dei dati sull’inflazione americana attesi per venerdì. Nel frattempo, i mercati tengono d’occhio le tensioni in Medio Oriente e le mosse delle banche centrali.

Fattori globali e sguardo ai prossimi giorni

Sul tavolo ci sono diversi fattori: la forza del dollaro, le aspettative sui tassi e i segnali che arrivano dalla Cina. “Se la Fed manterrà un atteggiamento prudente sui tassi, i metalli preziosi potrebbero riprendersi”, spiega un economista della Bocconi. Ma tutto dipenderà dai dati che arriveranno nelle prossime ore.

Per ora, la giornata sui mercati delle materie prime parte con molta cautela. Gli operatori scrutano ogni segnale, consapevoli che – come spesso succede – basta poco per cambiare di nuovo il quadro.