Pavia, 5 febbraio 2026 – Cercare una casa in affitto a Pavia sta diventando un vero calvario per Oleg Romaniuc, 28 anni, cieco da quando ne aveva 19 e accompagnato dal suo cane guida Rudolph. Da settimane, racconta, ogni tentativo fallisce sempre per lo stesso motivo: “Appena i proprietari scoprono che con me ci sarebbe anche Rudolph, il mio labrador addestrato, tirano subito indietro la mano”, confida Oleg, che vive in città da otto anni dopo essere arrivato dall’Ucraina per curarsi dalla leucemia.
Autonomia bloccata dai pregiudizi
A 19 anni, Oleg ha perso la vista a causa della malattia. Il trasferimento in Italia, la lunga permanenza al Policlinico San Matteo, il trapianto di midollo che gli ha salvato la vita: tappe che hanno segnato il suo percorso. “Da allora non ho più lasciato Pavia”, dice. Qui ha finito l’università e oggi lavora come fisioterapista libero professionista. Vive ancora con la madre, ma ora vuole trovare un posto tutto suo. Peccato che la presenza di Rudolph – il cane guida che lo accompagna da quattro anni – sembri rappresentare un muro invalicabile.
Rudolph, molto più di un semplice cane
“Non è un animale come gli altri”, spiega Oleg. “Rudolph è stato scelto e addestrato fin da cucciolo per muoversi in ambienti difficili senza creare problemi. Se non gli chiedo niente, può stare fermo per ore”. Il labrador è con lui ovunque: all’università, sul lavoro, perfino in ospedale. “È i miei occhi”, ripete spesso. Eppure, questa presenza fondamentale per la sua indipendenza viene vista come un problema da molti proprietari.
Agenzie immobiliari e rifiuti nascosti
Oleg dice che ormai tutte le principali agenzie immobiliari di Pavia conoscono la sua storia. Gli agenti sono spesso comprensivi, qualcuno si affeziona pure a Rudolph. Ma quando si arriva al dunque, i proprietari tirano indietro la gamba: “Non accettiamo animali”, è la scusa più comune. In certi casi, Oleg pensa che dietro quel rifiuto ci sia qualcosa di più sottile. “Mi dicono che l’appartamento è già preso. Poi faccio chiamare la mia fidanzata e improvvisamente è libero”, racconta con amarezza.
Paure, pregiudizi e scuse di comodo
Tra le ragioni più frequenti, c’è la paura che il cane possa rovinare una casa appena ristrutturata. Altri temono le tutele legate alla sua disabilità, che potrebbero complicare la fine del contratto d’affitto. “Da quando siamo in Italia abbiamo sempre pagato tutto regolarmente”, sottolinea Oleg. “Ho un lavoro stabile, posso permettermi una casa e do tutte le garanzie del caso”. La sua richiesta è semplice: “Voglio solo un posto dove vivere”.
Un diritto sancito dalla legge
La legge italiana garantisce alle persone non vedenti il diritto di essere accompagnate dal proprio cane guida ovunque, anche in locali pubblici e sui mezzi di trasporto. Ma nella vita di tutti i giorni si incontrano ancora tanti ostacoli. “Rudolph non è solo un cane – insiste Oleg – è la mia autonomia”. La sua storia ha già raccolto sostegno sui social e tra le associazioni che si occupano di disabilità visiva.
La battaglia per una casa continua
Intanto, Oleg non molla. Ogni giorno sfoglia annunci, chiama agenzie, visita appartamenti. “Non voglio favori – precisa – solo che si rispettino i miei diritti”. E mentre cammina per le vie di Pavia con Rudolph al guinzaglio, spera che prima o poi qualcuno apra davvero la porta di casa. Non solo a lui, ma a chi, come lui, cerca solo di vivere con dignità e autonomia.
