Roma, 5 febbraio 2026 – Nel 2025 le vendite al dettaglio in Italia hanno messo a segno un lieve aumento in valore, dello 0,8% rispetto all’anno precedente, ma i volumi sono scesi dello 0,6%. È il quadro che emerge dai dati pubblicati oggi dall’Istat, che raccontano come l’inflazione abbia pesato sui consumi delle famiglie, spingendo a una maggiore prudenza soprattutto negli ultimi mesi dell’anno.
Dicembre in calo: consumi frenati dalla crisi dei prezzi
Dicembre 2025 ha fatto segnare una battuta d’arresto: rispetto a novembre, le vendite al dettaglio sono calate sia in valore (-0,8%) sia in volume (-0,9%). Non una sorpresa, visto il clima di incertezza e la pressione dei prezzi che hanno segnato l’ultimo trimestre. Su base annua, invece, dicembre cresce dello 0,9% in valore ma perde lo 0,2% nei volumi. In pratica, gli italiani hanno speso un po’ di più ma hanno comprato meno prodotti.
La flessione riguarda sia i beni alimentari che quelli non alimentari. A dicembre i primi perdono lo 0,9% in valore e l’1,2% in volume; i secondi scendono dello 0,7% e dello 0,8% rispettivamente. “I prezzi continuano a influenzare le scelte delle famiglie”, ha commentato un esperto dell’Istat.
Alimentari e non alimentari: dove si compra di più e dove meno
Nel corso del 2025, i beni alimentari hanno visto crescere il valore delle vendite ma calare i volumi. Solo a dicembre, il valore è salito dell’1,7% rispetto a dodici mesi prima, mentre il volume è sceso dello 0,6%. Nei beni non alimentari invece la situazione è più stabile: +0,3% in valore e +0,1% in volume su base annua.
Dentro questo settore si notano però grandi differenze. I prodotti farmaceutici sono quelli con l’aumento più forte (+4,6%), seguiti da profumeria e cura della persona (+3,8%). Al contrario, calano l’utensileria per la casa e ferramenta (-3,4%) e le calzature e articoli in cuoio e da viaggio (-3,3%). “Le famiglie puntano soprattutto su salute e benessere”, ha spiegato un operatore del mercato.
E-commerce e discount spingono la crescita
Rispetto a dicembre 2024, il valore delle vendite è salito in tutte le principali forme di distribuzione. La grande distribuzione avanza dello 0,6%, i negozi più piccoli dello 0,8%, così come le vendite fuori dai negozi. A spiccare però è il commercio elettronico, con un balzo del 3,1% su base annua.
Nel bilancio complessivo del 2025, la grande distribuzione cresce dell’1,9%, grazie soprattutto ai discount alimentari che mettono a segno un +3,2% rispetto all’anno prima. Il commercio online continua a guadagnare terreno (+2,9% la media d’anno), mentre i piccoli negozi arrancano con un leggero calo (-0,5%). Anche le vendite fuori dai negozi scendono dello 0,6%.
Consumi sotto pressione: si spende di più, ma con cautela
I dati Istat raccontano un’Italia dove i consumi restano compressi. Gli italiani spendono qualcosa in più, ma portano a casa meno prodotti. “L’inflazione ha eroso il potere d’acquisto”, ha ammesso un rappresentante di Confcommercio. Solo poche categorie – come farmaci e prodotti per la cura personale – resistono a questa tendenza.
Il boom del commercio elettronico e dei discount mostra come le famiglie cerchino risparmio e convenienza. “Oggi si guarda con più attenzione al portafoglio”, ha detto un responsabile di una catena di supermercati a Roma. Ma la riduzione nei volumi conferma che la prudenza è ancora tanta.
2026 nel mirino: il settore resta in allerta
Guardando al 2026, chi opera nel mercato invita a non abbassare la guardia. “La situazione è ancora incerta”, ha confidato un analista. Prezzi e fiducia dei consumatori saranno le chiavi per capire se quest’anno potrà portare una svolta o se i consumi resteranno fermi. Solo nei prossimi mesi si potrà avere una risposta più chiara.
