Roma, 5 febbraio 2026 – “È Primavera” di Damiano Michieletto domina la corsa ai David di Donatello 2026, con ben otto segnalazioni nelle prime shortlist annunciate oggi dall’Accademia del Cinema Italiano. Le liste, che anticipano le cinquine finaliste, riguardano dieci categorie tecniche e artistiche, e per la prima volta includono anche il Miglior Cortometraggio. La selezione, fatta tra il 19 e il 26 gennaio, ha coinvolto una parte dei giurati David, chiamati a scegliere i titoli più meritevoli da sottoporre al voto di tutta la giuria a marzo.
“È Primavera” in pole position: ecco chi insegue
Subito dietro Michieletto troviamo “Duse” di Pietro Marcello, “Fuori” di Mario Martone, “La grazia” di Paolo Sorrentino, “Le assaggiatrici” di Silvio Soldini e “Queer” di Luca Guadagnino, tutti con sette segnalazioni. A sei ci sono “La città proibita” di Gabriele Mainetti, mentre a cinque si piazzano “Il maestro” di Andrea Di Stefano, “Le città di pianura” di Francesco Sossai e “Tre ciotole” di Isabel Coixet.
Più indietro ma ben presenti, con quattro segnalazioni, spiccano titoli come “Diva futura” di Giulia Louise Steigerwalt, “Il nibbio” di Alessandro Tonda, “Itaca – il ritorno” di Uberto Pasolini, “L’orto americano” di Pupi Avati e “Testa o croce?” di Alessio Rigo de Righi e Matteo Zoppis. In totale, sono 42 i film che hanno ottenuto almeno una menzione nelle shortlist di categoria.
L’Accademia punta sui mestieri del cinema
Le shortlist, introdotte dall’Accademia dall’edizione 2025, hanno l’obiettivo di mettere in luce le competenze tecniche e artistiche dietro ai film. “I David sono un’occasione per celebrare i titoli più amati e i professionisti che li hanno realizzati”, ha detto la sottosegretaria alla Cultura Lucia Borgonzoni, sottolineando l’importanza delle maestranze nel cinema italiano.
Il modello segue quello dei grandi premi internazionali come gli Oscar e i Bafta: la selezione preliminare aiuta i giurati a confrontarsi meglio e dà più spazio ai mestieri del cinema, al linguaggio del cortometraggio e al cinema del reale. Quest’anno in gara ci sono 118 film di lungometraggio, di cui 36 opere prime.
Documentari e corti: occhio al cinema vero
Per il Premio David di Donatello – Cecilia Mangini, dedicato al Miglior Documentario, sono stati scelti 15 titoli. Tra questi spiccano “Agnus Dei”, “Aldo, Giovanni e Giacomo – Attitudini: nessuna”, “Bestiari, erbari, lapidari”, “Bobò”, “Brunello, il visionario garbato”, “Elvira Notari. Oltre il silenzio”, “Ferdinando Scianna – Il fotografo dell’ombra”, “Fratelli di culla”, “I diari di mio padre”, “Nino. 18 giorni”, “Pino”, “Pino Daniele – Nero a metà”, “Rino Gaetano – Sempre più blu”, “Roberto Rossellini – Più di una vita”, “Sotto le nuvole” e “Toni, mio padre”.
La selezione dei cortometraggi è altrettanto ricca: tra i 15 titoli in shortlist ci sono “Arca”, “Astronauta”, “Bagarre”, “Bratiska”, “Ciao, Varsavia”, “Confini, canti”, “Everyday in Gaza”, “Festa in famiglia”, “Kushta Mayn – La mia Costantinopoli”, “Lacerazioni”, “Le faremo sapere”, “Le prime volte”, “Marina”, “Rukeli” e “Tempi supplementari”. Alla scelta dei corti hanno preso parte 265 giurati, mentre per i documentari sono stati coinvolti in 346.
Verso le cinquine finali: il voto decisivo
Le shortlist sono state presentate da Piera Detassis, presidente e direttrice artistica dell’Accademia, insieme al Consiglio Direttivo composto da Giorgio Carlo Brugnoni, Francesca Cima, Edoardo De Angelis, Giuliana Fantoni, Francesco Giambrone, Valeria Golino, Giancarlo Leone, Luigi Lonigro, Mario Lorini, Francesco Ranieri Martinotti e Alessandro Usai.
Ora la palla passa a tutta la giuria dei David: sarà il voto collettivo a decidere le cinquine finaliste per ogni categoria – acconciatura, casting, compositore, costumi, effetti visivi, scenografia, suono, trucco e altre ancora. L’appuntamento con la cerimonia finale è in primavera. Solo allora sapremo chi porterà a casa la statuetta più ambita del cinema italiano.
