Ha-Chan: ballare tra lutto e desiderio

Ha-Chan: ballare tra lutto e desiderio

Ha-Chan: ballare tra lutto e desiderio

Giada Liguori

Febbraio 5, 2026

Tokyo, 5 febbraio 2026 – Tra i film che hanno colpito al Sundance Film Festival, spicca senza dubbio “Ha-Chan, Shake Your Booty!” di Josef Kubota Wladyka, regista nippo-polacco che racconta una storia di rinascita e passione attraverso la danza da sala. Al centro della scena c’è Rinko Kikuchi, attrice giapponese conosciuta in tutto il mondo per il suo ruolo in “Babel” di Alejandro González Iñárritu, che nel 2007 le valse una nomination all’Oscar come miglior attrice non protagonista. Il film, presentato in anteprima mondiale a Park City e subito acquistato da Sony Pictures Classics per la distribuzione globale, ha vinto il premio per la miglior regia nella sezione U.S. Drama.

Tra dolore e desiderio: la danza che cura le ferite di Tokyo

“Ha-Chan, Shake Your Booty!” segue i passi di Haru (Kikuchi) e del marito messicano Luis (Alejandro Edda), una coppia unita non solo nella vita ma anche nelle gare di ballo da sala a Tokyo. Quando Luis muore all’improvviso, Haru si trova spaesata. Da quel momento in poi, il film si sviluppa su due binari: il dolore per la perdita e la riscoperta di sé. La svolta arriva con l’arrivo del nuovo maestro di ballo, Fedir (Alberto Guerra), che risveglia in Haru un desiderio che credeva ormai spento.

Fedir è un uomo diretto e affascinante, che racconta subito di avere una relazione aperta con la moglie in Francia. Ma Haru non vuole accettare di essere messa da parte, citando il suo film preferito, Dirty Dancing. La storia si muove tra momenti di commedia, tocchi quasi onirici e un umorismo nero che scava nelle scene più private.

Un omaggio vero e sentito: la forza di una madre

Al Q&A dopo la proiezione ufficiale al Sundance, Josef Kubota Wladyka è salito sul palco insieme alla madre, ottantunenne, e ha spiegato da dove nasce il film: “Non è autobiografico”, ha detto, “ma volevo rendere omaggio a mia madre. Ha cresciuto tre figli da sola e ha sempre trovato nella danza una forza per andare avanti”. Il pubblico ha accolto la donna con un lungo applauso. Wladyka ha aggiunto che il film vuole mostrare “una donna che, nonostante tutto, continua a danzare nella vita”.

Rinko Kikuchi, collegata in video dalla sua esperienza teatrale in Giappone, ha ringraziato la madre del regista per l’ispirazione. “Perdere qualcuno di caro è qualcosa che prima o poi capita a tutti”, ha detto. “Il mio personaggio va avanti a modo suo e questo mi ha dato forza. Questo film è pieno di danza, amore e vita: spero che arrivi al cuore di molti”.

La danza come sfogo in una società che soffoca i sentimenti

Wladyka conosce bene Kikuchi: avevano già lavorato insieme nella serie “Tokyo Vice”. “Rinko è l’anima del film”, ha detto il regista. “Fa ridere e piangere nello stesso tempo. È sempre pronta a mettersi in gioco”. Per lui, la storia racconta anche qualcosa della società giapponese: “C’è una specie di repressione delle emozioni in pubblico”, ha spiegato. “Per questo, forse, amano tanto ballare. È un modo per esprimersi, soprattutto per le donne in una società ancora molto patriarcale”.

Il film alterna le scene delle gare – luci soffuse, abiti scintillanti, passi precisi – a momenti più intimi e sospesi. In una Tokyo notturna e silenziosa, Haru trova nella danza uno spazio dove il dolore si trasforma in movimento.

Verso la stagione dei premi: un titolo da tenere d’occhio

Dopo l’ottima accoglienza al Sundance e il premio per la regia, “Ha-Chan, Shake Your Booty!” si prepara a essere uno dei film più chiacchierati della prossima stagione dei premi internazionali. Sony Pictures Classics punta a distribuirlo in modo capillare nei principali mercati occidentali. Nei corridoi del festival si parla già di una possibile candidatura all’Oscar per Rinko Kikuchi.

Il pubblico americano ha risposto con entusiasmo: applausi lunghi al termine e commenti positivi fuori dalla sala Egyptian Theatre. Una spettatrice giapponese, Akiko Sato, ha detto: “Mi sono riconosciuta in Haru. Ballare è davvero un modo per sopravvivere”.

Il cammino di Haru, tra lutto e rinascita, sembra destinato a lasciare il segno ben oltre le piste da ballo di Tokyo.