Milano, 5 febbraio 2026 – Quando il rinovirus, il virus che causa il comune raffreddore, cerca di entrare nelle cellule che rivestono il naso, la reazione di queste cellule è decisiva. Non è tanto il virus in sé a determinare se ci ammaleremo e quanto, ma piuttosto come risponderanno le cellule. A dimostrarlo è uno studio della Yale School of Medicine, uscito sulla rivista Cell Press Blue, che ha ricostruito in laboratorio un modello semplice delle cavità nasali umane per osservare da vicino cosa succede durante l’infezione.
Dentro il naso: un modello in laboratorio per capire come si difendono le cellule
Il team guidato da Ellen Foxman ha usato cellule staminali umane per creare un organoide: un mini-tessuto nasale cresciuto in provetta, capace di fare quello che fanno le cellule del nostro naso. Grazie a questo sistema, gli scienziati hanno potuto seguire in diretta la risposta di migliaia di cellule messe a contatto con il rinovirus. “Abbiamo visto come le cellule si scambiano segnali e si organizzano per resistere all’attacco”, ha raccontato Foxman.
Interferoni: la prima linea di difesa contro il raffreddore
Quando il rinovirus viene riconosciuto, le cellule si mettono subito a produrre interferoni, proteine che bloccano il virus, impedendogli di entrare e moltiplicarsi. Non è una difesa solitaria: anche le cellule vicine, ancora sane, si attivano. Se questa reazione scatta in fretta e funziona bene, il virus fa fatica a diffondersi e l’infezione resta sotto controllo. “I nostri esperimenti dimostrano quanto sia cruciale una risposta rapida degli interferoni per tenere a bada il rinovirus”, ha spiegato Bao Wang, primo autore dello studio.
Quando la difesa viene meno: il virus prende il sopravvento
Per capire quanto conta questa protezione, i ricercatori hanno provato a bloccare la produzione di interferoni negli organoidi. Il risultato è stato chiaro: il rinovirus si è diffuso rapidamente tra le cellule, a volte uccidendo l’intero organoide. “Solo in quel momento abbiamo visto quanto il tessuto diventa vulnerabile senza questa prima linea di difesa”, ha ammesso Wang. Se il virus attacca più forte, entrano in gioco altre reazioni, come un aumento del muco e una forte infiammazione.
Verso nuovi farmaci che potenziano la difesa naturale
Gli autori dello studio pensano che questi risultati possano aprire la strada a nuovi farmaci in grado di rafforzare le difese naturali del naso. L’obiettivo è stimolare la produzione di interferoni o attivare prima la risposta delle cellule, proprio nelle fasi iniziali dell’infezione. “Non sempre serve colpire direttamente il virus – ha detto Foxman – a volte è meglio aiutare il corpo a difendersi da solo”. Un’idea che potrebbe funzionare non solo contro il raffreddore, ma anche contro altri virus respiratori.
Un nuovo sguardo sulle infezioni respiratorie
Lo studio della Yale ci offre una prospettiva fresca sulla battaglia che si svolge nel nostro naso ogni volta che entriamo in contatto con un virus respiratorio. Lavorando su organoidi ricavati da cellule umane, la ricerca fa un passo avanti nella comprensione di cosa decide la gravità dei sintomi e quanto sono efficaci le nostre difese naturali. “Abbiamo ancora molto da scoprire – ha concluso Foxman – ma ormai sappiamo che la velocità della risposta delle cellule può fare davvero la differenza”.
In attesa di nuove cure, vale sempre il consiglio degli esperti: proteggere le vie respiratorie e mantenere il sistema immunitario forte resta la miglior arma contro i malanni di stagione.
