Los Angeles, 5 febbraio 2026 – La casa di Marilyn Monroe a Brentwood torna sotto i riflettori proprio nell’anno del centenario dalla nascita dell’icona di Hollywood. I proprietari, Brinah Milstein e Roy Bank, hanno fatto causa al Comune di Los Angeles e alla sindaca Karen Bass. L’accusa? Aver bloccato la demolizione della villa dove la diva fu trovata senza vita nell’agosto del 1962. Una storia fatta di ricorsi e proteste che riporta al centro il nodo tra memoria pubblica e diritti dei privati.
La battaglia sulla villa di Brentwood: storia di un contenzioso acceso
Nel ricorso presentato alla Corte Superiore della contea di Los Angeles, Milstein e Bank contestano la decisione del 2024 che ha trasformato la casa di Marilyn Monroe in monumento storico-culturale. Sostengono che questo vincolo li priva di fatto del diritto di usare la loro proprietà, senza portare un reale vantaggio alla collettività. “Non possiamo nemmeno toccare l’edificio, ma la tutela ha fatto diventare la casa un punto di attrazione per turisti e curiosi”, hanno spiegato i due attraverso i loro avvocati.
Nel documento si parla di episodi concreti: negli ultimi mesi, davanti al cancello di 12305 Fifth Helena Drive, si sono moltiplicati i passaggi di bus turistici, le soste di fan e persino un furto, avvenuto lo scorso novembre. La polizia locale ha riferito che alcuni ladri si sono introdotti nella villa cercando presunti cimeli dell’attrice. “La situazione è diventata insostenibile”, hanno confidato i proprietari.
Un affare da 8,35 milioni e il progetto di una nuova casa
La villa – l’unica che Marilyn Monroe comprò con i suoi soldi e dove visse negli ultimi mesi di vita – è finita nelle mani di Milstein e Bank nel 2023, per 8,35 milioni di dollari. L’idea era di abbatterla per allargare la casa accanto, dove già abitano. Il Comune aveva dato il via libera ai permessi, ma la storia è cambiata dopo una serie di proteste. Storici, residenti e fan dell’attrice si sono mobilitati per fermare il progetto.
“Non si può cancellare un pezzo di storia di Hollywood solo per fare spazio a una piscina”, aveva detto uno dei promotori della petizione, che ha raccolto più di 12mila firme in poche settimane davanti al municipio.
Il Consiglio comunale si schiera: via libera alla tutela
Di fronte alla pressione dell’opinione pubblica, il Consiglio comunale di Los Angeles ha votato all’unanimità per avviare la procedura di tutela. La villa è stata così inserita nell’elenco dei monumenti storici-culturali della città. Da quel momento è cominciato il braccio di ferro legale tra i proprietari e l’amministrazione guidata da Karen Bass.
Milstein e Bank avevano già provato a opporsi nel 2025, ma il primo ricorso era stato respinto dal tribunale. Ora la nuova causa riapre il confronto, proprio mentre Los Angeles si prepara a celebrare il centenario dalla nascita della sua diva più amata.
Memoria collettiva e diritti privati: un equilibrio difficile
Questa vicenda non riguarda solo un edificio. Mette in luce un problema più ampio: fino a che punto una città può mettere limiti in nome della memoria condivisa? E quanto valgono i diritti dei proprietari di fronte al valore simbolico di un luogo?
“Non vogliamo cancellare la storia, ma nemmeno restare prigionieri del passato”, hanno detto Milstein e Bank.
Intanto, tra visite improvvisate e flash dei turisti, la piccola villa bianca resta lì, protetta da siepi curate, con il silenzio rotto solo dal passaggio dei bus. Per tanti fan è ancora “la casa dove Marilyn cercò un po’ di pace”. Per i proprietari è diventata il cuore di una battaglia che, almeno per ora, non sembra avere una fine vicina.
