Milano, 5 febbraio 2026 – È stata una giornata segnata da forti tensioni sui mercati finanziari europei. Le principali piazze del Vecchio continente hanno chiuso in rosso, appesantite dai futures negativi di Wall Street e da una volatilità che ha colto alla sprovvista molti operatori. La conferma dei tassi da parte della Banca Centrale Europea, prevista dagli analisti, non ha cambiato molto all’inizio, ma nel pomeriggio il clima è diventato più pesante.
Borse europee scivolano dopo Wall Street
A guardare i numeri, la Borsa di Madrid ha perso più di tutte, lasciando sul campo l’1,8%. Dietro, Milano e Francoforte hanno ceduto l’1,3%, mentre Londra ha contenuto le perdite allo 0,8%. Più contenuta la discesa di Parigi, che ha perso circa mezzo punto percentuale. “La giornata era partita tranquilla, ma il peggioramento dei futures americani ha cambiato tutto in fretta”, ha raccontato un trader di Piazza Affari poco dopo le 17.
Dalle prime analisi degli operatori emerge che l’attesa per le mosse della Federal Reserve e i dati macroeconomici degli Stati Uniti hanno tenuto alta la pressione sulle azioni europee. “Il mercato è molto nervoso”, ha confidato un gestore milanese, “e basta poco per scatenare vendite a catena”.
Tassi BCE fermi, ma la tensione non cala
La BCE ha deciso di lasciare i tassi d’interesse invariati, come era ampiamente previsto. Ma l’assenza di novità sulla politica monetaria non ha convinto gli investitori. “Nessuna sorpresa”, ha detto un analista di una banca tedesca, “ma il mercato voleva segnali più chiari”. Solo con l’apertura negativa dei mercati americani la pressione sulle borse europee è salita.
Nel frattempo, lo spread tra Btp e Bund è rimasto stabile poco sotto i 63 punti base. Un segnale che, secondo alcuni operatori, mostra la fiducia degli investitori nella tenuta dei conti pubblici italiani almeno nel breve periodo. “Non vediamo particolari tensioni sul debito sovrano”, ha rimarcato un funzionario del Tesoro.
Valute: euro stabile, sterlina in calo
Sul fronte delle valute, il cambio dollaro-euro è rimasto quasi fermo intorno a 1,18. Una situazione che gli operatori definiscono “di calma apparente”, in attesa delle prossime mosse delle banche centrali. Più agitata invece la sterlina, che ha perso terreno dopo le scelte della Banca d’Inghilterra. L’euro ha guadagnato circa mezzo punto percentuale contro la valuta britannica, salendo a 0,868.
Alcuni analisti di Londra spiegano che la decisione della banca centrale inglese, presa a maggioranza e non all’unanimità, ha aumentato l’incertezza tra gli investitori. “Il mercato teme che la politica monetaria britannica possa diventare meno prevedibile nei prossimi mesi”, ha osservato un economista della City.
Futuro incerto, mercati in attesa
Guardando ai prossimi giorni, gli operatori restano prudenti. Le incertezze legate ai dati economici americani e alle mosse future delle banche centrali pesano sull’umore dei mercati. “Serve più chiarezza sulle strategie delle autorità monetarie”, ha sottolineato un gestore di fondi parigino. Ma per ora, la sensazione è che la volatilità resterà alta.
Tra i titoli più colpiti oggi ci sono i settori bancario e industriale. A Milano, in particolare, sono finite sotto pressione alcune blue chip come Intesa Sanpaolo e Stellantis. Solo pochi titoli difensivi sono riusciti a limitare le perdite.
La giornata si è chiusa con un clima di attesa e un pizzico di nervosismo. “Siamo in una fase delicata”, ha ammesso un broker tedesco poco prima della chiusura. “Ogni notizia può cambiare il gioco”.
