Abu Dhabi, 5 febbraio 2026 – Proseguono i colloqui sulla guerra in Ucraina ad Abu Dhabi, dove oggi, secondo l’inviato speciale del Cremlino Kirill Dmitriev, si sono registrati “passi avanti positivi” verso una possibile soluzione del conflitto. Il tavolo negoziale, che vede coinvolti Ucraina, Russia e Stati Uniti, si è riunito di nuovo questa mattina in un hotel della capitale emiratina. Fuori, la sicurezza è massima e i giornalisti attendono notizie fresche.
Abu Dhabi: colloqui difficili ma qualche spiraglio
L’agenzia russa Tass riporta le parole di Dmitriev, che ha detto come “nonostante i guerrafondai britannici e dell’Ue cerchino di mettere i bastoni tra le ruote ai negoziati”, il dialogo va avanti. Una frase che mostra la tensione ancora alta tra Mosca e l’Occidente, ma che lascia aperta qualche speranza. “Stiamo lavorando a stretto contatto con l’amministrazione Usa per rimettere in moto le relazioni economiche bilaterali, anche attraverso il gruppo di cooperazione russo-americano”, ha aggiunto Dmitriev davanti ai giornalisti.
Fonti vicine alla delegazione ucraina confermano che il clima è “complesso”, ma non escludono un possibile documento congiunto nelle prossime ore. Nessuna conferma, invece, sulla presenza di rappresentanti europei oggi. In sala sono entrati solo funzionari americani e mediatori degli Emirati Arabi Uniti intorno alle 9.
Gli Stati Uniti spingono, l’Europa resta in attesa
Gli Stati Uniti sono rappresentati dal sottosegretario agli Affari Esteri John Sullivan, che mantiene un profilo prudente. “Siamo qui per favorire il dialogo e supportare ogni passo verso la pace”, ha detto in una nota diffusa ieri sera. La Casa Bianca non ha fornito dettagli sulle discussioni. Fonti occidentali dicono che Washington ha chiesto a Mosca garanzie sul rispetto dei confini ucraini e sulla sicurezza delle infrastrutture energetiche.
In Europa, invece, si preferisce tenersi alla larga per ora. Bruxelles non ha mandato delegati ufficiali ad Abu Dhabi e, secondo ambienti del Consiglio Ue, “si aspetta di vedere i risultati concreti prima di muoversi”. Il governo britannico, citato da Dmitriev, non ha risposto direttamente ma ha ribadito il sostegno a Kiev con un comunicato del Foreign Office.
Tregua e ricostruzione: le richieste sul tavolo
Al centro dei negoziati c’è la richiesta ucraina di un cessate il fuoco immediato nelle regioni orientali ancora in fiamme. La Russia, invece, chiede garanzie per le popolazioni russofone e la fine delle sanzioni occidentali. “Serve un compromesso che tenga conto delle esigenze di sicurezza di tutti”, ha detto un funzionario emiratino che segue la mediazione.
Non si parla solo di tregua: si discute anche di ricostruzione delle zone colpite e di riaprire i corridoi umanitari. Fonti ucraine dicono che Kiev ha chiesto di poter far entrare subito osservatori internazionali nelle aree di confine. Mosca, secondo quanto riferito, ha accolto la richiesta “con riserva”, chiedendo in cambio un allentamento delle restrizioni commerciali.
Tra speranze e incertezze
La giornata è iniziata in un clima di attesa. I negoziatori sono entrati in sala alle 9.30, mentre fuori si sono radunati alcuni attivisti ucraini con bandiere e cartelli. Nessuna dichiarazione ufficiale è prevista prima della fine dei lavori in serata. Secondo le prime indiscrezioni, le delegazioni torneranno a incontrarsi anche domani per una nuova sessione.
Resta da vedere se i “passi avanti” citati da Dmitriev si trasformeranno in impegni concreti o se prevarrà ancora la prudenza. Per ora, Abu Dhabi è il cuore di una trattativa delicata, dove ogni parola pesa e ogni gesto viene scrutato dagli occhi attenti degli osservatori internazionali.
