Sanità sotto esame: il trucco delle liste d’attesa svelato nel rapporto dei Nas

Sanità sotto esame: il trucco delle liste d'attesa svelato nel rapporto dei Nas

Sanità sotto esame: il trucco delle liste d'attesa svelato nel rapporto dei Nas

Matteo Rigamonti

Febbraio 5, 2026

Roma, 5 febbraio 2026 – Tornano sotto la lente dei Nas le liste d’attesa nella sanità pubblica, con un quadro che non lascia tranquilli. Nel bilancio 2025, il Comando dei Carabinieri per la tutela della salute ha fatto emergere irregolarità sparse in tutta Italia. Dal gennaio a dicembre dello scorso anno, sono stati effettuati 1.930 controlli tra direzioni sanitarie, reparti specialistici e Cup, i centri unici di prenotazione. I risultati parlano chiaro: c’è parecchia carne al fuoco.

Uno su quattro non ce la fa: le irregolarità che saltano all’occhio

Un controllo su quattro ha trovato qualcosa che non andava. I numeri sono pesanti: 9 arresti, 105 denunce per reati che vanno dalla truffa al peculato, dalla corruzione alla concussione, fino alla frode nelle forniture pubbliche. A questo si aggiungono 474 segnalazioni all’autorità amministrativa. “Abbiamo visto situazioni che non possiamo accettare”, ha detto un ufficiale dei Nas durante la presentazione del report, ieri a Roma.

Tra le anomalie più gravi spicca la gestione delle prestazioni intramoenia: più della metà delle attività controllate riguardava visite o esami a pagamento effettuati dai medici dentro le strutture pubbliche. Una pratica che, per legge, non dovrebbe superare il volume delle prestazioni offerte gratuitamente. “La norma è chiara: le prestazioni pubbliche devono avere la precedenza su quelle a pagamento”, ha ricordato il comandante del reparto operativo.

Agende bloccate e tempi d’attesa taroccati

Ma non è tutto. In molti casi, le agende di prenotazione erano chiuse: i cittadini si trovavano davanti a un “non c’è posto”, ma per legge bloccare le prenotazioni è vietato. In altre situazioni, invece, i tempi d’attesa venivano manipolati di proposito. Le Asl dovrebbero garantire appuntamenti entro tre giorni per i casi urgenti, ma i controlli hanno dimostrato che non sempre succede.

“Abbiamo trovato agende chiuse senza motivo e tempi d’attesa falsificati”, ha ammesso un ispettore coinvolto nell’indagine. In alcuni ospedali, le liste venivano modificate per favorire certi pazienti o per svuotare le agende durante l’estate. Un sistema che penalizza chi non ha conoscenze o mezzi.

Trucchi e abusi: accessi in ospedale e prescrizioni fasulle

Il rapporto dei Nas segnala anche altri stratagemmi per aggirare le regole sulle liste d’attesa. Tra questi, medici che facevano visite in strutture private pur lavorando solo nel pubblico, una pratica che configura truffa e peculato. Non sono mancati casi di accessi finti al pronto soccorso per far passare visite a conoscenti, saltando le code.

Alcuni operatori hanno modificato le agende o inserito prescrizioni multiple dello stesso esame, con priorità diverse, congestionando ancora di più le liste. In certi casi, dietro il pagamento di denaro, si riusciva a saltare la fila per avere appuntamenti più rapidi. “Abbiamo trovato anche registrazioni fasulle di visite specialistiche per riempire le agende e prendersi ferie serene in estate”, ha spiegato un investigatore.

La legge traballa, i dati latitano

Sul fronte normativo, però, la situazione non è meno complicata. Un recente report della Fondazione Gimbe ha messo in luce che la legge sulle liste d’attesa non è stata ancora completata: mancano due decreti fondamentali e i dati pubblicati dalle istituzioni spesso sono confusi. “Non si capisce dove si bloccano esami e visite – si legge nel documento – e manca una mappa chiara regione per regione”.

Per Nino Cartabellotta, presidente della Fondazione Gimbe, “senza dati trasparenti e strumenti di controllo efficaci sarà dura risolvere il problema”. Il rischio è che i cittadini continuino a fare i conti con disservizi e ingiustizie nell’accesso alle cure.

Cittadini esasperati, richieste di azione concreta

Nel frattempo, tra i corridoi degli ospedali romani e nelle sale d’attesa dei Cup di Milano e Napoli, cresce la frustrazione. “Ho provato a prenotare una visita cardiologica da ottobre – racconta Anna, 62 anni, pensionata – ma mi hanno dato appuntamento a giugno”. Un racconto che si sente spesso in molte parti d’Italia.

Il Ministero della Salute assicura che “i controlli saranno intensificati” e che “la lotta contro le irregolarità resta una priorità”. Ma chi lavora in prima linea chiede interventi più strutturali: “Servono investimenti e più personale – dice un dirigente Asl del Lazio – altrimenti le liste d’attesa resteranno un problema senza fine”.

Il quadro tracciato dai Nas è dunque chiaro: norme da completare, controlli serrati e trucchi da smascherare. La sfida per avere tempi certi e trasparenti nella sanità pubblica italiana è ancora tutta da vincere.