Sinergie vincenti: l’accordo Sace-Simest per potenziare l’export italiano

Sinergie vincenti: l'accordo Sace-Simest per potenziare l'export italiano

Sinergie vincenti: l'accordo Sace-Simest per potenziare l'export italiano

Giada Liguori

Febbraio 5, 2026

Milano, 5 febbraio 2026 – Sace e Simest hanno stretto oggi un’intesa concreta per dare una spinta in più alle imprese italiane che guardano ai mercati esteri. L’obiettivo è chiaro: aiutare soprattutto le piccole e medie imprese a esportare con più forza. La firma è arrivata nella sede milanese di Sace, con in campo i due amministratori delegati: Michele Pignotti per Sace e Regina Corradini d’Arienzo per Simest. Il fulcro dell’accordo è il potenziamento del Credito Fornitore, uno strumento pensato per offrire alle aziende italiane nuove possibilità finanziarie e assicurative, utili a difendersi dalla concorrenza internazionale.

Una nuova alleanza per spingere l’export

Al centro dell’intesa, sottolineano Pignotti e Corradini d’Arienzo, c’è la voglia di mettere insieme le forze: da una parte i servizi assicurativi di Sace, dall’altra i contributi a fondo perduto di Simest. In pratica, le aziende che esportano potranno concedere ai clienti esteri pagamenti più lunghi, senza correre troppi rischi. La nota ufficiale spiega bene il meccanismo: “Concedendo dilazioni di pagamento ai propri acquirenti esteri e unendo le coperture assicurative di Sace a un contributo a fondo perduto di Simest, che può arrivare fino al 5% del costo dell’anticipo di fatture e altri titoli di pagamento, le imprese italiane guadagnano un vantaggio importante in termini di competitività finanziaria”.

Questa misura, dicono fonti interne, punta soprattutto alle Pmi, che spesso faticano a offrire condizioni flessibili come i grandi gruppi internazionali. “Per crescere su nuovi mercati – ha spiegato Pignotti – serve offrire condizioni competitive, senza però perdere stabilità finanziaria. Per questo l’assicurazione del credito è un vero alleato”.

Credito Fornitore: il motore finanziario dietro l’operazione

Come funziona il Credito Fornitore? L’azienda italiana anticipa la consegna di beni o servizi e concede al cliente estero tempi di pagamento più lunghi. A coprire il rischio di mancato incasso arriva l’assicurazione di Sace, mentre il contributo di Simest – fino al 5% dell’anticipo – aiuta a sostenere i costi finanziari dell’operazione. Un doppio sostegno che, spiegano i promotori, può fare la differenza soprattutto in quei settori dove la sfida si gioca anche sulle condizioni commerciali più flessibili.

Combinando le coperture di Sace con i contributi di Simest, il Credito Fornitore diventa uno strumento concreto per rafforzare la competitività delle imprese, in particolare delle Pmi”, ha detto Corradini d’Arienzo. Ha poi aggiunto che questa opportunità sarà aperta a tutte le imprese italiane che esportano, senza limiti di settore o di area geografica.

Cosa cambierà per le imprese italiane

I numeri dicono che nel 2025 l’export italiano ha toccato i 650 miliardi di euro, con un aumento del 3% rispetto all’anno prima. Ma le Pmi, benché importanti, pesano ancora meno rispetto ai grandi esportatori europei. L’accordo firmato oggi punta proprio a ridurre questa distanza, mettendo a disposizione strumenti più semplici e accessibili anche per le realtà più piccole.

Le associazioni di categoria hanno accolto con favore la novità. “È un passo avanti fondamentale per tutto il sistema produttivo”, ha commentato nel pomeriggio Marco Fortis, vicepresidente della Fondazione Edison. “Le nostre aziende hanno bisogno di strumenti concreti per giocarsela sui mercati globali”.

Cosa succederà adesso

L’accordo tra Sace e Simest partirà già nelle prossime settimane. Chi è interessato potrà fare domanda online, usando i canali digitali delle due società. Nei prossimi mesi sono in programma incontri in varie città italiane – da Torino a Bari, passando per Firenze e Napoli – per spiegare come funziona nel dettaglio il nuovo strumento.

“Vogliamo che nessuna impresa resti indietro”, ha detto Pignotti in un breve scambio con i giornalisti. “Solo così il made in Italy potrà crescere anche nei mercati più difficili”.