Witkoff: un passo verso la pace con lo scambio di 314 prigionieri tra Mosca e Kiev

Witkoff: un passo verso la pace con lo scambio di 314 prigionieri tra Mosca e Kiev

Witkoff: un passo verso la pace con lo scambio di 314 prigionieri tra Mosca e Kiev

Matteo Rigamonti

Febbraio 5, 2026

Kyiv, 5 febbraio 2026 – Dopo mesi di stallo, Ucraina e Russia hanno finalmente raggiunto un’intesa per lo scambio di 314 prigionieri per parte, un gesto che non si vedeva da cinque mesi. A dare la notizia, nelle prime ore di oggi, è stato l’inviato speciale americano David Witkoff, che ha parlato di “colloqui di pace dettagliati e produttivi” alla base dell’accordo. La notizia, subito ripresa dai principali media internazionali, segna un passo concreto negli sforzi per smorzare la tensione al fronte orientale.

Scambio di prigionieri: cosa sappiamo

Fonti diplomatiche a Kyiv confermano che saranno liberati 314 detenuti ucraini e altrettanti russi. L’operazione dovrebbe svolgersi entro 48 ore, in un luogo non ancora reso noto, probabilmente vicino alla linea di contatto nella regione di Zaporizhzhia. “È il primo scambio di questa portata da settembre”, ha ricordato Witkoff, sottolineando come il blocco delle trattative negli ultimi mesi abbia aumentato sfiducia e tensioni tra le parti.

Il Ministero della Difesa ucraino ha confermato l’accordo con una nota, senza però entrare nei dettagli sui nomi dei prigionieri coinvolti. “È un passo importante per tante famiglie che aspettano da tempo notizie dei loro cari”, ha detto una fonte del governo. Il Cremlino, invece, ha parlato solo di “gesto umanitario”, evitando di commentare le trattative in corso.

Diplomazia al lavoro

David Witkoff, che si trova a Vienna per una serie di incontri multilaterali, ha definito questo risultato frutto di “un impegno diplomatico costante”. Secondo fonti vicine ai negoziati, Stati Uniti, Turchia e Svizzera hanno svolto un ruolo chiave nel mettere in contatto le delegazioni di Kyiv e Mosca nelle ultime settimane. “Queste iniziative dimostrano che la diplomazia può ancora ottenere risultati concreti”, ha detto Witkoff durante una breve conferenza stampa alle 9.30 locali.

Fonti europee confermano che i colloqui si sono svolti in un clima “meno teso rispetto al passato”, anche se molte questioni restano aperte. Markus Ederer, rappresentante dell’OSCE, ha definito il risultato “un segnale incoraggiante”, ma ha ricordato che “la strada verso una pace duratura è ancora lunga e difficile”.

Reazioni sul campo

A Kyiv, la notizia ha suscitato reazioni miste, tra cautela e speranza. Ieri sera, alcune famiglie si sono radunate davanti alla sede della Croce Rossa in via Pushkinska, in attesa di aggiornamenti. “Aspetto mio fratello da quasi due anni”, ha raccontato Olena, 34 anni, con la voce carica di emozione. “Non sappiamo se sarà tra quelli liberati, ma almeno qualcosa si muove”.

Anche a Mosca l’atmosfera resta prudente. I media di Stato hanno riportato l’accordo senza grandi commenti, limitandosi a citare il Ministero degli Esteri. Secondo l’analista Sergej Markov, “questo scambio potrebbe aprire la strada a ulteriori passi nei negoziati”, anche se molto dipenderà dall’andamento del conflitto nelle prossime settimane.

Un segnale dopo mesi di impasse

Negli ultimi cinque mesi, i tentativi di dialogo tra Ucraina e Russia erano praticamente fermi. L’ultimo scambio risale all’estate scorsa, in piena escalation nel Donbass. Da allora, solo qualche contatto informale e molte dichiarazioni senza seguito.

L’accordo di oggi non risolve il conflitto – lo hanno ammesso sia Witkoff sia i rappresentanti ucraini – ma è un segnale che la diplomazia non è ancora spenta. “C’è ancora tanto da fare”, ha ribadito l’inviato americano. Eppure, per centinaia di famiglie tra Kyiv e Mosca, questa notizia è un piccolo barlume di speranza. Anche solo per qualche ora.