Follia d’amore: un 33enne accoltella l’ex e tenta il suicidio nel Casertano

Follia d'amore: un 33enne accoltella l'ex e tenta il suicidio nel Casertano

Follia d'amore: un 33enne accoltella l'ex e tenta il suicidio nel Casertano

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Castel Volturno, 6 febbraio 2026 – Un uomo di 33 anni, della provincia di Napoli, è stato arrestato nella notte con l’accusa di tentato femminicidio ai danni della sua ex compagna, una ragazza di 24 anni, a Castel Volturno, nel Casertano. Gli investigatori raccontano che l’aggressione è scoppiata poco dopo le 22 nella zona di Ischitella, al termine di un incontro tra i due dentro un’auto parcheggiata sul ciglio della strada. Il motivo? La fine della loro storia, che l’uomo non voleva accettare.

Tentato femminicidio a Castel Volturno: la notte dell’aggressione

Quando il 118 è arrivato sul posto, chiamato da una telefonata anonima che segnalava una lite violenta, ha trovato la giovane sdraiata sul sedile del passeggero, con ferite da coltello all’addome e alle braccia. Accanto a lei, il 33enne – un operaio originario dell’area vesuviana – aveva una profonda ferita allo sterno, probabilmente autoinflitta. La donna è stata portata d’urgenza al Pineta Grande Hospital di Castel Volturno, dove è stata operata. Stando all’ospedale, la 24enne resta in codice rosso, ma non sarebbe in pericolo di vita.

L’arresto e i primi interrogatori: “Non accettava la fine della relazione”

Dopo le prime cure, l’uomo è stato portato al commissariato di Castel Volturno per l’interrogatorio da parte della squadra mobile di Caserta. Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, dicono che tutto è nato da una discussione scoppiata dopo la decisione della ragazza di lasciarlo. “Non riusciva a farsene una ragione”, ha detto un investigatore presente all’interrogatorio. Dopo aver colpito la ex con un coltello da cucina, il 33enne ha tentato di togliersi la vita con la stessa arma.

L’arma e la dinamica dell’aggressione

Gli agenti hanno sequestrato il coltello usato, trovato dentro l’auto. La scientifica conferma che si tratta di un normale coltello da cucina, lama di circa 20 centimetri. La ricostruzione, ancora in corso, mostra che l’uomo ha colpito più volte la donna in rapida successione, poi ha rivolto l’arma contro se stesso. Nessun altro era presente: “C’erano solo loro due”, ha spiegato un agente della volante arrivata per prima.

Il caso scuote Castel Volturno: la lotta alla violenza sulle donne

La notizia di questo ennesimo episodio di violenza di genere ha creato allarme tra i residenti e le autorità locali. Il sindaco di Castel Volturno, Luigi Petrella, ha espresso “vicinanza alla giovane vittima e alla sua famiglia”, sottolineando che “la prevenzione e il contrasto alla violenza sulle donne devono restare una priorità per tutta la comunità”. In Campania, dicono i dati del Viminale aggiornati a gennaio 2026, sono già sette i casi di tentato femminicidio dall’inizio dell’anno. “Serve una risposta più decisa dalle istituzioni”, ha commentato una rappresentante del centro antiviolenza locale.

Le condizioni dei due e il percorso giudiziario

La giovane resta sotto osservazione in ospedale: i medici parlano di “prognosi riservata” ma condizioni stabili. Il 33enne, invece, è stato trasferito nel reparto detenuti del carcere di Santa Maria Capua Vetere. La Procura lo accusa di tentato omicidio aggravato dai futili motivi e dal legame affettivo con la vittima. A breve sarà ascoltata anche la ragazza, appena le sue condizioni lo permetteranno. Nel frattempo, gli investigatori stanno analizzando messaggi e telefonate scambiati nelle settimane prima dell’aggressione, per capire se ci fossero segnali d’allarme.

Una ferita aperta: la prevenzione resta la vera sfida

Questo episodio torna a mettere sotto i riflettori il problema della prevenzione dei reati contro le donne e la protezione delle vittime di stalking e violenza domestica. “Intervenire solo dopo non basta”, dice una volontaria del centro antiviolenza “Le Ali”, attivo sul territorio. “Bisogna lavorare sulla cultura del rispetto e saper ascoltare chi chiede aiuto”. Solo così, aggiunge, si potrà sperare di fermare davvero questa tragedia.