Milano, 6 febbraio 2026 – Cisalpina Tours International chiude il 2025 con un aumento del 9% nei volumi e un +7,7% nelle transazioni, nonostante un mercato segnato da incertezze e rallentamenti. A fare il punto è Giorgio Garcea, Chief commercial and operations officer dell’azienda, che in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia ha raccontato i risultati raggiunti e le strategie per il futuro nel settore del business travel italiano. Un settore che, secondo l’Osservatorio business travel 2026, sta vivendo una fase di rallentamento, complici dazi più alti, tensioni geopolitiche e nuovi orientamenti delle politiche commerciali.
Cisalpina cresce dove molti frenano
Nel dettaglio, nel 2025 Cisalpina Tours International ha guadagnato il 27% di nuovi clienti e mantiene una fedeltà del 98%. “Questi numeri dimostrano la forza del nostro modello e il riconoscimento che abbiamo sul mercato”, spiega Garcea. Oggi il portafoglio clienti è più vario: utilities, trasporti, logistica e pubblica amministrazione sono i settori che trainano la crescita. “Le aziende continuano a viaggiare, ma controllano molto di più le spese”, aggiunge il manager.
Questo dato arriva in un momento in cui molte imprese, a causa delle tensioni internazionali e delle politiche protezionistiche, hanno ridotto le trasferte verso destinazioni più rischiose. Eppure, in questo scenario, Cisalpina rafforza la sua posizione. Il volume d’affari lordo – il cosiddetto travel value – è passato da 300 milioni di euro nel 2015 a 640 milioni nel 2025. Oggi la società opera in nove Paesi.
Il futuro: espandersi all’estero e puntare sui servizi premium
Per il 2026, la priorità è chiara: espandersi all’estero. “Siamo l’unica travel management company italiana con un progetto così ampio”, sottolinea Garcea. L’idea è rafforzare la presenza oltre confine e affiancare allo sviluppo tradizionale una serie di servizi premium e vip concierge. “La domanda cambia: si cercano soluzioni sempre più su misura, con trasferte mirate per top manager e tecnici, e una gestione più razionale degli spostamenti per il middle management”, spiega Garcea.
Secondo l’Osservatorio, nel primo semestre 2025 c’è stato un picco di viaggi verso gli Stati Uniti, probabilmente per chiudere affari prima dell’entrata in vigore di nuove tariffe doganali. Un segnale chiaro di come le aziende reagiscano rapidamente ai cambiamenti normativi e alle nuove condizioni di mercato.
Chi viaggia e come cambia la spesa
Il profilo dei clienti di Cisalpina mostra un’attenzione crescente alla spesa, pur mantenendo una buona frequenza di trasferte. Utilities (29%), trasporti e logistica (25%) e servizi (16%) sono i settori principali. “Oggi le aziende viaggiano in modo più consapevole: top manager e tecnici si spostano spesso, mentre il middle management pianifica con cura, cercando di contenere i costi”, racconta Garcea.
Questa tendenza riflette un fenomeno diffuso: le imprese non rinunciano ai viaggi di lavoro, ma li organizzano con più attenzione, scegliendo destinazioni e modalità più efficienti.
Duty of Care: ancora molta strada da fare
Un tema caldo emerso dall’Osservatorio riguarda il Duty of Care, l’obbligo per le aziende di garantire la sicurezza dei dipendenti in viaggio. Solo il 45% delle imprese dice di conoscere bene le norme e altrettante hanno una travel policy conforme.
“Proteggere i dipendenti non è solo un obbligo morale o legale, ma un investimento per la continuità e la reputazione dell’azienda”, sottolinea Garcea. Dal post-Covid, le trasferte verso aree a rischio sono aumentate del 36%. “Per questo, consapevolezza e prevenzione devono diventare priorità per tutti”, conclude il manager.
In sintesi, mentre il mercato italiano del business travel affronta tempi difficili, Cisalpina Tours International procede in controtendenza, puntando su diversificazione, servizi innovativi e sicurezza dei viaggiatori. Un approccio che finora sembra premiarla, sia in termini di crescita sia di fiducia da parte delle aziende clienti.
