Torino, 6 febbraio 2026 – A dieci anni dal delitto che scosse il Canavese, torna a parlare agli italiani la storia di Gloria Rosboch, l’insegnante di francese uccisa nel 2016 da un suo ex allievo. Dal 12 febbraio arriva nei cinema “La Gioia”, il film di Nicolangelo Gelormini ispirato a quella tragedia. Dopo l’esordio alle Giornate degli Autori alla Mostra del Cinema di Venezia e i premi vinti a Mar de la Plata, il film si prepara a incontrare il pubblico con un cast di primo piano: Valeria Golino, affiancata da Saul Nanni, Jasmine Trinca, Francesco Colella e Betti Pedrazzi.
La cronaca che diventa cinema
La vicenda di Gloria Rosboch – donna riservata, insegnante e madre di famiglia, 49 anni – aveva scosso profondamente la provincia torinese. Nel gennaio 2016, Gloria fu attirata in una trappola da Gabriele Defilippi, ex studente capace di manipolare e sedurre, che la convinse a consegnargli i risparmi di una vita con la promessa di un futuro insieme. Un inganno che si trasformò in tragedia e lasciò senza parole la comunità di Castellamonte.
La storia, già raccontata a teatro con “Se non sporca il mio pavimento” di Giuliano Scarpinato e Gioia Salvatori, ora prende nuova vita nel film di Gelormini. “Non volevamo fare una ricostruzione morbosa – ha detto il regista – ma scavare in quella diseducazione sentimentale che attraversa i personaggi e, in fondo, anche i nostri tempi”. La sceneggiatura, firmata da Scarpinato insieme a Benedetta Mori e Chiara Tripaldi, ha già ricevuto il Premio Franco Solinas nel 2021.
Un cast all’altezza di una storia difficile
Al centro del racconto c’è Gioia, insegnante sulla cinquantina che vive con i genitori nella casa di famiglia. Una donna discreta, quasi invisibile agli occhi degli altri, la cui vita cambia radicalmente quando incontra Alessio (Saul Nanni), uno studente inquieto e manipolatore. Alessio è una figura ambigua, capace di usare il proprio corpo e il proprio fascino per ottenere denaro e attenzioni. Si insinua nella fragilità di Gioia e intorno a lei costruisce un bozzolo di attenzioni che presto diventa una trappola.
Alessio si muove tra la madre Carla (Jasmine Trinca), cassiera in difficoltà economiche, e l’aiuto interessato di Cosimo (Francesco Colella), amante e amico di famiglia. “Volevamo raccontare non solo la vittima e il carnefice – ha sottolineato Gelormini – ma anche l’ambiente che permette a certi rapporti malati di esistere”.
Golino e il volto di Gioia
L’idea del film nasce proprio da Valeria Golino, che confessa di essere stata colpita dalla vicenda fin dall’inizio: “Per me era così importante raccontare questa storia che avevo pensato anche di dirigerla – ha spiegato – poi è arrivato Nicolangelo e con lui sono entrata nella storia in un modo diverso, come attrice”.
Il personaggio di Gioia ha richiesto un lavoro lungo e accurato. “Abbiamo costruito questa donna anche nella sua invisibilità”, racconta Golino. “Gioia intravede per la prima volta la possibilità di andare oltre ciò che è giusto o normale. Non vuole rinunciare alla speranza di una vita diversa, piena di amore e avventura. Ma non vede le conseguenze terribili di quella scelta”. Un ritratto, sottolinea l’attrice, “totalmente senza giudizio”.
Un film che parla al presente
“La Gioia” non è solo un racconto di cronaca nera. Gelormini ha voluto evitare ogni tentazione sensazionalistica: “C’è un tema universale, quello della fragilità emotiva e della ricerca d’amore in un mondo che spesso non fa sconti”. Il film arriva nelle sale con Vision Distribution, prodotto da HT Film, Indigo Film e Sky.
Dopo i successi nei festival internazionali – due premi a Mar de la Plata, tra cui miglior regia e miglior attore a Nanni – l’opera si prepara ora a misurarsi con il pubblico italiano. Una storia che, a dieci anni dai fatti, continua a mettere in discussione i confini tra fiducia e inganno, desiderio e solitudine. E che trova nel cinema uno spazio per riflettere sulle nostre fragilità più profonde.
