Il mistero dell’eredità di Riccardo Mercante: un consigliere regionale M5S scomparso

Il mistero dell'eredità di Riccardo Mercante: un consigliere regionale M5S scomparso

Il mistero dell'eredità di Riccardo Mercante: un consigliere regionale M5S scomparso

Matteo Rigamonti

Febbraio 6, 2026

Roma, 6 febbraio 2026 – Il marchio “Futuro Nazionale”, al centro dell’attenzione politica per essere stato scelto come nome del nuovo movimento guidato da Roberto Vannacci, risulta libero da vincoli di proprietà. La denominazione era stata depositata nel 2010 presso l’Ufficio Marchi e Brevetti della Camera di Commercio di Teramo (oggi Gran Sasso d’Italia) da Riccardo Mercante, promotore finanziario di Giulianova e consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, morto in un incidente stradale il 16 settembre 2020. Il marchio, però, non sarebbe stato rinnovato alla scadenza decennale, lasciando così la titolarità vacante.

“Futuro Nazionale”: un marchio che torna a galla dopo anni

La vicenda è emersa in queste ore, dopo che alcuni politici hanno fatto notare un precedente deposito del marchio “Futuro Nazionale”. Dai registri della Camera di Commercio risulta che la domanda era stata presentata da Riccardo Mercante il 12 aprile 2010. Secondo la legge italiana, i marchi valgono dieci anni dalla registrazione, con possibilità di rinnovo per altri dieci anni.

Fonti dell’ufficio marchi di Teramo confermano che nel 2020, alla scadenza naturale, non è arrivata nessuna richiesta di rinnovo né da Mercante né da altri. “Non ci sono domande aperte o richieste di proroga”, spiega un funzionario. Di conseguenza, il marchio è considerato libero e pronto per essere registrato da chiunque.

Il nuovo movimento e le reazioni dal mondo politico

La questione ha preso rilievo nazionale dopo l’annuncio di Roberto Vannacci, generale e figura pubblica molto discussa negli ultimi mesi, che ha scelto proprio il nome “Futuro Nazionale” per il suo nuovo movimento. L’ufficio stampa del gruppo ha dichiarato stamattina: “Abbiamo fatto tutte le verifiche necessarie negli uffici competenti. Non ci sono ostacoli legali all’uso del nome”.

Qualche osservatore politico segnala che la scelta del nome ha suscitato curiosità e qualche malumore tra gli ex attivisti abruzzesi, che ricordano bene l’impegno di Mercante. “Era un progetto a cui Riccardo teneva molto”, racconta un ex collega del consiglio regionale. Finora, però, nessuna contestazione ufficiale è stata presentata.

Le regole del gioco e cosa potrebbe succedere

La normativa attuale, spiegata anche sul sito del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, dice che un marchio decade se non viene rinnovato entro sei mesi dalla scadenza. Passato questo periodo, chiunque può fare un nuovo deposito, a meno che non ci siano motivi particolari come la notorietà del marchio o il rischio di confusione. Nel caso di “Futuro Nazionale”, non risultano opposizioni o segnalazioni ufficiali.

Gli esperti di diritto industriale consultati sottolineano che “la mancata richiesta di rinnovo è una rinuncia”. Così spiega l’avvocato Marco D’Angelo, specialista in proprietà intellettuale: “Solo se il marchio fosse stato usato in modo continuativo e noto si potrebbe pensare a una tutela diversa. Qui invece non ci sono prove di questo”.

Ricordando Riccardo Mercante

Il nome di Riccardo Mercante è legato a una fase importante della politica locale, con l’ingresso del Movimento 5 Stelle nelle istituzioni abruzzesi. Nato a Giulianova nel 1972, Mercante aveva registrato il marchio nel 2010, in un periodo di grandi cambiamenti nel panorama politico italiano. La sua morte improvvisa nel settembre 2020 aveva colpito colleghi e amici.

Oggi il suo nome torna in auge per una coincidenza burocratica più che per un confronto politico. “Riccardo avrebbe sorriso”, dicono chi lo conosceva. Questa storia dimostra come, a volte, la memoria delle persone riaffiori attraverso piccoli dettagli amministrativi — pratiche rimaste silenti per anni e ora finite sotto i riflettori.

Cosa ci aspetta adesso

Per ora, la situazione è chiara: il marchio “Futuro Nazionale” è formalmente libero e può essere usato da chi lo registra secondo le norme. Resta da vedere se questa scelta scatenerà nuove polemiche o rivendicazioni simboliche nei prossimi mesi. Intanto, la cronaca politica si arricchisce di un nuovo capitolo fatto di carte, ricordi e coincidenze che, spesso, emergono quando meno te lo aspetti.